Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Riappropriamoci della conoscenza delle merci C ’ è bisogno di sollevare un movimento popolare contro la prepotenza e l ’ arbitrio dei produttori e del potere politico che li difende, in quanto da essi creato e sostenuto. Occorre lottare per avere delle leggi meno inique per i consumatori e per arginare almeno un poco l ’ arroganza del potere economico e finanziario. Occorre una maggiore informazione dei consumatori per spingerli a rico noscere la qualità delle merci che acquistano, a chiedersi se il prezzo vale il contenuto di sostanze utili. Ma questo è soltanto l ’ inizio del movimento cul turale che le forze della sinistra devono avviare per affrontare il tema delle merci e del loro significato, le basi stesse del meccanismo della produzione e del consumo. È tempo di cercare una risposta alle domande su che cosa occorre produrre e per chi e come e dove nel territorio. Una critica dell ’ attuale modello di consumi richiede una revisione «politi ca» della definizione di bisogni fondamentali, per distinguere quando essi sono veramente fondamentali o quando, in realtà, sono sprechi e bisogni ar tificiosi. Per soddisfare quelli che la pubblicità indica come bisogni viene investita una parte crescente del reddito individuale e nazionale che viene sottratto al soddisfacimento di altri bisogni, questa volta veramente fondamentali, sia privati — come istruzione e salute — sia sociali. Fra questi ultimi si pensi alla necessità di creare condizioni di vita favore voli ai bambini e agli anziani, cioè alle componenti della società che sono marginali per la loro limitata capacità di consumo. Attualmente il capitale propone continue innovazioni per rendere la vita delle madri più comoda e semplice, mentre pochissimo viene fatto per ren dere più agevole e comoda la vita dei bambini che, per il capitale, hanno senso soltanto in quanto potenziali efficienti consumatori attuali e futuri. Agli anziani vengono offerti cosmetici e indumenti con cui coprire il natu rale disfacimento fisiologico, ma non vengono offerti spazi ricreativi proget tati per loro e ambienti in cui abbia senso continuare a vivere — o almeno autobus in cui si possa salire e scendere senza eccessivo sforzo. Al problema del tempo libero la principale risposta della società capitali stica è stata finora costituita dalle scatole metalliche con cui migliaia di per sone si trasferiscono da un triste ambiente urbano inquinato, attraverso stra de congestionate, ad un altro ancora orribile ambiente urbano, anch ’ esso in quinato, questa volta su una spiaggia o in una valle montana, dove altre macchine e altro rumore permettono di continuare a consumare e dove non resta nessun momento per il silenzio, l ’ ozio, per il pensare, tutte cose ripro vevoli perché non richiedono merci, non producono ricchezza. Per liberarci da questa spirale perversa di produzione e di consumo di merci inutili, nella generale ignoranza merceologica, di decisioni miopi che si traducono in insuccessi economici, nella scelta di materie prime sbagliate, in previsioni sbagliate di produzioni e consumi, che ci trascina sempre più in fondo all ’ attuale crisi, bisogna riappropriarci, come singoli e come comu nità, delle conoscenze e delle decisioni sulle merci. Bisogna sottoporre a revisione critica molte innovazioni; in molti settori esse, salutate al loro apparire con entusiasmo perché apparivano liberatrici, hanno mostrato, dopo un tempo più o meno breve, aspetti negativi o dal
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