Problemi della transizione 1984

Produrre che cosa?

punto di vista della salute umana, o dal punto di vista della salute della na tura, o dal punto di vista sociale. Ad esempio, la produzione di maggiori quantità di alimenti a minori costi e a più alti profitti comporta l ’ uso di tecniche di conservazione che possono portare ad un peggioramento della qualità e a nocività per la salute. In qualche caso si tratta di vere e proprie frodi, talvolta legalizzate; in altri casi vengono aggiunti additivi — dolcificanti, conservanti, coloranti — pri ma autorizzati come innocui, poi scoperti come nocivi o del tutto inutili, o privi delle proprietà reclamizzate e allora ritirati in tutta fretta dal commer cio, in una specie di grande danza macabra merceologica. Quali possano essere stati o possano essere, a lungo andare, gli effetti di queste giravolte nessuno potrà mai dire. Abbiamo assistito alla nascita di tecniche che, nel nome della efficienza economica e produttiva, hanno portato l ’ appiattimento e la standardizzazio ne della qualità e del sapore degli alimenti, rendendoli simili a misture di proteine, calorie e vitamine, quasi una realizzazione dell ’ incubo del Mondo nuovo di Huxley. Del resto, se non è stato possibile finora produrre un consumatore con gu sti standardizzati — o addirittura un consumatore di dimensioni standard — ideale per la produzione in serie, non si è forse riusciti ad accelerare con agenti chimici la «fabbricazione» di animali da macello o del pollame? La carne e le proteine a basso prezzo sulla mensa anche del povero non saranno pagati forse da questo povero con un alto prezzo sotto forma di effetti biolo gici imprevedibili? Nel campo dell ’ abitazione e dell ’ arredamento i principi economici della produzione cercano di assicurare un rapido ricambio dell ’ ar redamento e delle macchine. Il concetto di lunga durata dell ’ arredamento, come di tutte le macchine e le merci, è in contrasto con i canoni delle manifatture e l ’ invecchiamento viene addirittura progettato per poter immettere sempre nuove merci sul mercato. La fantasia che inventa nuovi ambienti efficienti, lucidi, cromati, non si è mai posta, forse perché la risposta è troppo difficile, il problema dei caratteri che dovrebbe avere un locale per essere adatto a sviluppare al massimo i rap porti «umani» nella famiglia, il problema di come ottenere illuminazione e riscaldamento e fresco d ’ estate con minimi consumi di energia. Le comodità offerte nella progettazione degli edifìci tengono ben poco conto dei rapporti umani, così come ben poco si è fatto per assicurare la mo bilità nelle case e negli edifìci agli handicappati, cioè ad una rilevante, anche se poco rumorosa (proprio perché gli è difficile muoversi negli edifìci e nelle città come sono oggi) proporzione della popolazione. La stessa mobilità dei sani non è forse pagata, ogni anno, in Italia, con un prezzo di diecimila morti e di duecentocinquantamila feriti a causa di inci denti stradali? I vincoli rappresentati dalla scarsità delle materie prime, dell ’ energia, del la capacità ricettiva dell ’ ambiente, di cui si è parlato prima, non hanno spa zio nella teoria economica tradizionale per la quale, anzi, un aumento del prodotto interno lordo, monetario, di un paese si realizza proprio aumen tando l ’ usura, l ’ invecchiamento, attraverso la distruzione delle merci e delle macchine. In queste condizioni non c ’ è da meravigliarsi dell ’ attuale crisi economica e di disoccupazione, della pervicacia del potere economico in pro duzioni superate, dell ’ incapacità di previsioni lungimiranti.

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