Problemi della transizione 1984

Progetto Delta

interna da attestare ad un faraonico porto marittimo (in quel di Porto Gari baldi), strutturati in organismi dalle sigle strampalate (tipo SIMPO, Siste mazione Idraulica Media Padana Orientale) che non hanno mai ottemperato ai fini preposti, ancorati ad aree industriali di dimensioni megalitiche, i pro grammi varati per il decollo delle attività industriali, pur assorbendo ulterio ri finanziamenti pubblici, hanno finito per generare il convincimento che il basso Po oltre ad essere una zona depressa, era (ed è) anche una zona biso gnosa di continua assistenza. Di un ’ assistenza da effettuare con misericor diose beneficenze (pubbliche) che, guarda caso, sono rifluite nelle tasche dei benefattori. Da un lato i grandi progetti, dall ’ altro l ’ elemosina per tenere tranquille le popolazioni in continuo fermento. Canali, porti-canali, poni per «vie» navigabili sul Po e altrove, sempre se guiti dal contorno di «zone industriali», sono rivendicati per anni e progetta ti in piani e programmi che si succedono da un governo all ’ altro (dallo sche ma di sviluppo del C.R.P.E., a suo tempo elaborato presso il Provveditorato alle O.O.P.P. e allo «schema di sviluppo regionale», per citare solo quelli più significativi). Unica consolazione la SIVALCO (l ’ ex azienda Valli che muta il nome e il sistema di produzione e l ’ allevamento delle famose anguille). Cercando di imitare i giapponesi, si ritenne di poter coltivare le anguille in apposite va sche con risultati economici definibili solo mediante la lettura dei bilanci dell ’ Azienda, (bilanci che ovviamente presentano deficit crescenti anno do po anno) e con risultati ecologici — inquinamento e sottrazione di ulteriore superficie valliva — non meno disastrosi. E difficile giudicare l ’ insieme delle proposte produttive maturate negli ultimi anni, ipotizzare che cosa realmen te sarebbe successo se fossero state anche parzialmente realizzate. Di fatto, la loro mancata, ma non per questo accantonata, realizzazione sta a dimostrare la non tempestività delle proposte stesse. L ’ essere state maturate, cioè, quan do l ’ impennata dello sviluppo industriale del paese si avviava verso il decli no, mancando così, al pari della riforma agraria, i loro dichiarati obiettivi, cioè, incidere sull ’ assetto economico di questo territorio. La presunta riforma agraria si realizza allorché il paese si sta trasformando da prevalentemente agricolo a prevalentemente industriale; lo sviluppo in dustriale viene proposto invece quando iniziano ad essere dominanti le atti vità terziarie. Resta nel fondo, però, la sensazione o la certezza che qui si possa fare tutto o il contrario di tutto: qualsiasi cosa, per quanto negativa, per quanto non ri- solutoria degli antichi problemi, è sempre meglio di niente. Ben vengano, allora, i finanziamenti pubblici, le erogazioni per progetti o programmi spe ciali, ovvero la rivendicazione di una attenzione particolare, l ’ attenzione che si deve avere per gli emarginati e i bisognosi. Il Delta è sinonimo di depres sione. La depressione può diventare un baluardo significativo per ottenere denaro. E i soldi non debbono servire per il miglioramento delle popolazioni locali, altrimenti si spezzerebbe quella spirale dello sviluppo del sottosvilup po che in tutti questi anni è stata prodiga di singole affermazioni partitiche e di singoli benefici economici. c. Il turismo: altri sfruttamenti e altri lidi In Italia, l ’ industria del turismo ha prodotto atroci devastazioni ovunque

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