Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
zione pubblica attraverso il problema e il movimento per la pace. Queste di rei sono le forze emerse ex novo. Esiste infine la posizione di quelle che sono le forze politiche tradizionali, istituzionali, le forze sociali, parliamo dei sin dacati, parliamo del partito social-democratico, potremmo accennare alla posizione del tutto minoritaria del partito comunista tedesco. Si tratta perciò di orientarsi all ’ interno di uno schieramento molto variegato, con molti poli di riferimento e quindi con un ’ estrema varietà di posizioni e di sfumature. Si vedrà, del resto, quando accennerò al partito social-democratico, che è difficile enucleare una posizione del partito social-democratico che non sia quella comune a tutte le sue componenti di rifiuto, oggi, della «doppia deci sione» della NATO, ma all ’ interno di questo minimo comune denominatore vi sono almeno 4 o 5 posizioni diverse. Quello che è importante sottolineare a mio avviso, perché è in rapporto diretto non solo con le motivazioni di un movimento che si aggrega in gran parte spontaneamente, ma perché è in rapporto anche con il sistema politico tedesco così come si è configurato nell ’ ultimo dopoguerra, è il carattere fortemente extra-parlamentare del movimento per la pace. Questo richiama immediatamente dei precedenti storico-politici, nel sen so che spesso si è dimenticato come in un paese di così forte tradizione mili taristica come la Prussia, come proprio nell ’ impero germanico il movimento pacifista in Germania abbia avuto fondamenta molto più solide, molto più radicali che in altri contesti. E sempre stato un movimento minoritario, è stato tanto più vivace in quanto è stato sempre un movimento in opposizione ad uno Stato fortemen te autoritario, fortemente militarista. Non dobbiamo dimenticare che per molta parte i critici del regime autoritario di Bismarck si identificano anche con i fautori di una politica per la pace, sebbene Bismarck, ad onta della guerra franco-prussiana, non fosse certo il capostipite del militarismo prus siano. Questo per ricordare che la tradizione pacifista in Germania è una tradi zione di vecchia data, è una tradizione che non si è mai interrotta. E una tra dizione che si è congiunta in determinati momenti della storia tedesca con una componente più moderna, che era la componente dell ’ antimilitarismo tipico del partito marxista, tipico della socialdemocrazia. Purtroppo oggi la socialdemocrazia, anche se ha assunto posizioni politiche di carattere anti atomico, si è dimenticata di questa componente della sua tradizione. Karl Liebknecht non ha più cittadinanza politica, oggi, nella storia della socialde mocrazia nella quale è venuta meno in un certo senso l ’ ala militante dell ’ an timilitarismo; questo spiega anche perché chi ha dato inizio al movimento per la pace ha dovuto scegliere altre sedi e non ha potuto fare ricorso a quello che in altri termini sarebbe stato il referente naturale di un movimento per la pace. Non dobbiamo dimenticare neppure che gli anni ’ 20, gli anni poste riori a Versailles, gli anni della repubblica di Weimar, sono stati anni di grande vigore pacifista e antimilitarista. Allora la divisione politica all ’ inter no della Germania ha reso impossibile che questo movimento si presentasse con la veste unitaria di cui avrebbe avuto bisogno per contrastare prima il riarmo segreto poi il riarmo palese; anche allora la ragione di stato ha fatto di tutto per stroncare questo movimento, penso soprattutto al 1928, anno in cui la socialdemocrazia al governo si fa protagonista del riarmo navale della Germania, in un momento in cui la socialdemocrazia, dopo la crisi del 1918-1919, per riaffermare la sua identità e lealtà nazionale, che era stata in
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