Problemi della transizione 1984

Il movimento per la pace nella RFT

un certo senso messa sotto accusa dai movimenti della restaurazione, sposa il movimento per il riarmo. Allora vi furono forti correnti pacifìste che da sini stra troppo spesso, a mio avviso, furono screditate come correnti di pacifismo borghese, e forti correnti anti-militariste di provenienza del movimento ope raio, che non riuscirono a trovare mai un momento di intesa con il cosiddetto pacifismo borghese. Il movimento cosiddetto del pacifismo borghese ebbe espressioni estremamente elevate, basta ricordare, al di là del pacifismo libe rale, il gruppo degli intellettuali di sinistra della «Weltbuhne», nomi come quelli di Ossietzky e di Tucholsky che finiranno tra le prime vittime del nazi smo. Vi sono perciò referenti storici abbastanza precisi per capire come nella cultura, nella politica in Germania il movimento della pace non nasca dal nulla. Vi fu bensì quella che potremmo chiamare la parentesi del nazismo, ovviamente senza nessuna allusione all ’ interpretazione del nazismo come parentesi, ma semplicemente come rottura momentanea di questa tradizio ne. Dopo il 1945 si presenta un panorama politico totalmente nuovo, all ’ in terno del quale tornano a vivere in maniera molto forte una serie di fermenti pacifisti e antimilitaristi. Credo che la lezione del nazismo sia stata fonda mentale per chiarire le posizioni all ’ interno di parecchie componenti della società tedesca; forse, da questo punto di vista, la componente che è stata più fortemente e più direttamente toccata in modo diverso rispetto alla tra dizione nazional-conservatrice prussiana, è stata proprio la componente della Chiesa evangelica. Dato il peso, politico, sociale, morale che la Chiesa evan gelica ha in una situazione come quella tedesca, è necessario spendere due parole su questo fatto nuovo, perché si tratta di una circostanza che è all ’ ori gine, in buona parte, anche dell ’ attuale movimento. Bisogna ricordare che quando noi parliamo di nuovo movimento per la pace in Germania, ci rife riamo soprattutto alla ripresa di un movimento che conobbe già negli anni ’ 50 e negli anni ’ 60 uno sviluppo molto profondo. Anche negli anni ’ 50, an che negli anni ’ 60, in una situazione politica in cui non si sono mai espressi movimenti di massa e lotte sociali come quelli che abbiamo conosciuto in al tri paesi dell ’ Europa occidentale, in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Ger mania gli unici grandi movimenti di massa si sono aggregati intorno, anzi tutto, al problema del riarmo; in secondo luogo, intorno al rifiuto, come si disse allora, della morte atomica, con la grande campagna contro la morte atomica; in terzo luogo, e siamo già quasi in contiguità del ’ 66- ’ 67, anno di inizio della contestazione giovanile, i grandi movimenti, essenzialmente stu denteschi, intellettuali, della contestazione si aggregarono allora sul proble ma della cosiddetta legislazione di emergenza. Legislazione di emergenza che era strettamente legata alla guerra fredda, alle conseguenze e al retaggio della guerra fredda. Ora, tutte e tre queste grosse ondate di movimenti di massa hanno avuto tra le componenti protagoniste la Chiesa evangelica; ritengo che la ragione fondamentale sia questa: la rottura della tradizione di sudditanza nel prote stantesimo tedesco nei confronti dello stato germanico, tradizione tipica mente luterana legata alla tradizione della Chiesa evangelica come chiesa na zionale. Questa è la tradizione del periodo bismarckiano, è la tradizione del periodo guglielmino, è la tradizione che vede i pastori protestanti come pro pagandisti durante la prima guerra mondiale, è la tradizione che vede il pro testantesimo tedesco relativamente estraneo alla repubblica di Weimar, quindi al processo di democratizzazione della repubblica. E attraverso il pro

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