Problemi della transizione 1984
Il movimento per la pace nella RFT
parte, si considerano parte del movimento per la pace. Quanto è accaduto negli ultimi anni ha presentato perciò una serie di ele menti di novità molto notevoli rispetto a tutto lo sviluppo della situazione politica in Germania. Il primo elemento di novità direi, è rappresentato da questo carattere di prevalente spontaneità che ha assunto la mobilitazione per la pace e che fu dovuto alla impossibilità, se si pensa al quadro cronologico di cui ho parlato, che il movimento per la pace trovasse espressione all ’ interno di movimenti istituzionali. E mi spiego: nel momento in cui il cancelliere Schmidt portava avanti come piattaforma della politica di sicurezza della Repubblica Federale Tedesca la «doppia decisione» della NATO era impossibile che un movimen to pacifista potesse fare riferimento al partito socialdemocratico come tale. In secondo luogo, non dobbiamo dimendicare che già nel ’ 79, quando si ha la «doppia decisione» della NATO, si sta sviluppando in Germania il movi mento dei Verdi, una forte carica polemica anche nei confronti della social- democrazia e che non a caso si identifica sostanzialmente con il movimento per la pace. Quindi vi sono delle ragioni precise per le quali il movimento per la pace rimane al di fuori di quella che è la forza tradizionale del movi mento operaio tedesco. Questo tuttavia non significa che il movimento per la pace fondato sulla aggregazione dei Verdi, fondato essenzialmente sulla chiesa evangelica con la partecipazione di cattolici militanti ma non di gerarchie ecclesiastiche cat toliche, per il semplice fatto che il cattolicesimo tedesco si è sempre identifi cato nella sua maggioranza con la politica atlantica e continua nella sua so stanza ad identificarsi anche oggi con la politica atlantica del cancelliere Kohl, non abbia in larga misura compenetrato e coinvolto anche la forza tra dizionale del movimento operaio. Il movimento per la pace così composto è riuscito a provocare un grosso dibattito interno nell ’ ambito del partito social democratico, ma non ha evidentemente potuto intaccare quella che era ed è l ’ autonomia del partito social-democratico come tale. Fra l ’ altro la spinta spontanea del movimento per la pace vive di forti cariche utopiche; essen zialmente il movimento per la pace non chiede trattative sul problema del disarmo, chiede il disarmo unilaterale e immediato, chiede la distruzione to tale degli armamenti, quindi se volete opera in uno stadio pre-politico; ora l ’ incontro tra questo movimento e il partito social-democratico può avvenire solo sul terreno della mediazione politica, se e in quanto il movimento della pace vuole conseguire dei risultati che non siano soltanto risultati di agitazio ne e di mobilitazione popolare, risultati che esso è perfettamente in grado di raggiungere da solo, ma vuole raggiungere anche dei risultati a livello politi co in senso stretto. L ’ accordo, l ’ intesa o comunque il fatto che il partito social-democratico recepisca in tutto o in parte le sue istanze è un fatto ob bligato, un fatto necessario. E stato in questa situazione che la posizione del partito-social-democratico si è venuta modificando, lentamente ma in maniera abbastanza profonda e in concomitanza di fattori politici più generali. Se volete anche una situazio ne ricca di molte contraddizioni, perché il partito social-democratico perde le elezioni nel marzo ’ 83 in uno dei momenti di maggiore sviluppo dei movi menti per la pace. Ora tutti i sondaggi demoscopici più attendibili, per quanto manipolati essi siano, ci dicono che il numero dei tedeschi che rifiuta il riarmo nucleare è molto superiore alla percentuale di coloro che hanno vo tato per il partito social-democratico, come pure di coloro che hanno votato
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