Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
il partito socialdemocratico più il partito dei Verdi. Si parla addirittura di una percentuale tra il 60 e il 70% della popolazione tedesca. Questo vuol di re che anche una larga parte di coloro che hanno votato per il partito dell ’ Unione democratico-cristiana si deve in qualche misura ascrivere agli oppositori del riarmo atomico. Questo significa in definitiva che le ragioni per le quali il partito social-democratico ha perso le elezioni vanno ricercate con tutta probabilità in motivazioni di altra natura, che sono essenzialmente di politica interna, non di politica della sicurezza, dovute all ’ inizio della crisi recessiva in Germania e all ’ inizio del taglio della spesa sociale anche da parte del partito socialdemocratico. Importante è comunque notare come, una volta che si sia liberato sia pure forzatamente del governo, nel settembre dell ’ ’ 82, il partito social democratico ha potuto più facilmente fare propria una serie di istanze del movimento per la pace. Quindi il raccordo tra questo grande movimento spontaneo e la forza tradizionale del movimento operaio ha prodotto una se rie di risultati rilevanti, il più importante dei quali è stato rappresentato dal voto al Bundestag con il quale nel novembre dell ’ anno scorso il partito social-democratico nella sua stragrande maggioranza, tranne una ventina di deputati, circa il 10%, raccolti attorno all ’ ex cancelliere Schmidt, che non ha ritenuto di dover modificare la sua linea, ha rifiutato il nuovo riarmo atomi co. Quale era in sostanza l ’ oggetto del contendere sul problema della «doppia decisione» della NATO? La doppia decisione della NATO del 1979 prevede va una scadenza collocata nell ’ autunno del 1983 in base alla quale, scaduti i quattro anni di dilazione perché le due superpotenze potessero portare avan ti i negoziati sulla riduzione degli armamenti e non sul disarmo, non essen dosi conseguito nessun risultato si sarebbe dovuto procedere comunque all ’ installazione dei missili. Quindi il punto che è stato messo in discussione all ’ interno del partito social-democratico è stata la possibilità di fare retro marcia sulla questione della installazione dei missili. Questo poteva signifi care due cose: o fare propria la tesi di un ’ ulteriore moratoria, quindi di un prolungamento dei termini per incoraggiare la ripresa del dialogo tra le due superpotenze; o passare a un rifiuto di principio del nuovo riarmo atomico. Su questo punto il partito social-democratico si divise; nel senso che l ’ ex can celliere Schmidt era disposto, caso mai, a battersi per l ’ obiettivo della mora toria, avendo dato egli stesso una valutazione negativa della disponibilità e del comportamento degli Stati Uniti, ritenuti i maggiori responsabili del non avvenuto accordo per la riduzione degli armamenti. Sull ’ altro versante viceversa si manifestò una serie di posizioni di carattere diverso, che andavano dalla posizione di esponenti come il leader social democratico della Saar Lafontaine, che chiese il ritiro unilaterale della NA TO esprimendo la posizione che più si avvicina al neutralismo, che il nuovo governo ha voluto attribuire al partito social-democratico ma che in realtà non è esattamente la collocazione attuale del partito social-democratico; a quella di un ’ ala più tipicamente pacifista, collocata più che nell ’ area di con fine nell ’ area di compenetrazione tra il movimento pacifista e il partito social-democratico, che è rappresentata da un esponente evangelico, non a caso, del partito social-democratico che è anche un esponente ecologista, Er- hard Eppler, autore tra le tante altre cose di un saggio che si intitola L "Uto pia mortale della sicurezza. E quest ’ ultima, si può dire, l ’ ala movimentista oggi del partito social-democratico, quella che più naturalmente si identifica
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