Problemi della transizione 1984

Il movimento per la pace nella RFT

democratico e il sindacato nell ’ opposizione a una linea troppo esposta in senso pacifista. Queste ragioni si possono sintetizzare nell ’ atteggiamento che il movimento operaio in Germania, dopo il ’ 45, e in particolare poi nel mo mento in cui, dopo il 1956 si è arrivati alla creazione di una nuova forza ar mata tedesca, social-democrazia e sindacati hanno assunto nei confronti del la Bundesurhr. Tenendo anche conto che per un certo periodo il dicastero della Difesa è stato in mano ai social-democratici, ed è stato quasi sempre ge stito da esponenti dell ’ ala più atlantica del partito social-democratico, è sem pre stata viva la preoccupazione che una opposizione di tipo pacifista e di ti po antimilitarista (questa è la ragione per la quale il nome di Liebknecht è scomparso dai padri storici della socialdemocrazia) possa turbare quel rap porto tra potere civile e potere militare che è stato costruito nell ’ ultimo do poguerra, non dimenticando che il potere tradizionale militare è stato di strutto alle radici, dopo il ’ 45, con la sconfitta della Germania, non perché sia stata distrutta la forza armata, ma perché è stato reciso il potere economico-sociale dello Junkertum. Ciò grazie all ’ esproprio totale del lati fondo avvenuto nelle province orientali della Germania; la base storica, quindi, del potere politico e sociale del militarismo tedesco è stata travolta dalla stessa sconfitta del nazismo. Tuttavia, dopo il 1956 la riorganizzazione militare è avvenuta in gran parte con l ’ appoggio della socialdemocrazia; ne è derivato costantemente un rapporto difficile, un rapporto probabilmente vi ziato da molti sottintesi, mai esplicitato fino in fondo, che rende impossibile al partito socialdemocratico assumere posizioni al di là di un certo limite. In altri termini si è forse anche riprodotto lo stesso complesso di inferiorità che la socialdemocrazia ha subito negli anni di Weimar, ossia la paura di essere ricattata sul terreno nazionale, di essere considerata forza antinazionale per il fatto stesso di dissociare le proprie sorti dalle sorti del riarmo; un argomento che nella tradizione politica tedesca ha sempre avuto molto peso soprattutto nei confronti del movimento operaio e le conseguenze di questo retaggio non sono ancora estinte. Qualche cenno ancora vale la pena di fare a proposito di un tipo di rappor to nuovo che oggi si è venuto a creare fra i due stati tedeschi: questo significa accennare alle ripercussioni del movimento per la pace, che ha forti compo nenti anche nella Germania dell ’ Est, nella Repubblica Democratica Tede sca, e al modo in cui vengono viste non tanto dai tedeschi quanto dall ’ ester no. Per esempio, gli americani o i francesi come vivono questo rapporto nuovo che si è intessuto attraverso il movimento per la pace fra le due Germanie? Spesso per reazione si fa l ’ ipotesi di un nuovo neutralismo tedesco, si fa l ’ ipotesi, che spaventa ancora di più, di un nuovo patriottismo tedesco, si fa l ’ ipotesi di un movimento per la pace come di un movimento pan-tedesco; già all ’ interno di queste definizioni è possibile avvertire risonanze negative di fatti tradizionali che hanno avuto un peso notevole nella storia del passato mondiale. Io ritengo che non vi sia nulla di questo nel movimento per la pa ce e nella sua diffusione anche nella Germania dell ’ Est; certo non si tratta di un movimento di unificazione pan-germanica, pangermanista in senso di potenziale espansionismo tedesco. E difficile parlare di neutralismo, nel sen so che i due stati sono saldamente inseriti nei due blocchi e non sarà certo il movimento per la pace ad avere la capacità di produrre il disancoramento dei due stati tedeschi dai due blocchi. Quello che a mio avviso esiste è la consa pevolezza che la sorte delle due Germanie non è legata ai due blocchi, ma è

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