Problemi della transizione 1984

Il movimento pacifista in Italia

di Fabrizio Clementi e Fabio Giovannini

Il movimento italiano per la pace ha avuto sin dal suo sorgere una aperta franchezza nei rapporti con le forze politiche e culturali, non ha risparmiato critiche al disimpegno degli intellettuali o alle pressioni dei partiti. È giusto quindi che un rapporto di altri soggetti con il movimento per la pace sia im prontato ad altrettanta chiarezza, senza silenzi o lodi superficiali, ma con analisi critiche esplicite ed anche impietose. Il movimento per la pace in Italia è stato soprattutto il movimento dei Co mitati per la pace, nati nel 1981, un ’ esperienza che ha avuto e ha tuttora tanto caratteri originali e nazionali, quanto caratteri simili ad altri movimen ti pacifisti europei. L ’ ideologia della non violenza, ad esempio, così lontana dai percorsi teorici e culturali della sinistra italiana e della tradizione marxi sta, ha rapidamente conquistato gli attivisti dei Comitati. Ed è già questo un elemento che potrà portare in futuro a possibili attriti con determinate con suetudini della sinistra italiana: la nonviolenza tenderà a superare tutte le forme di conflitto, come si afferma nel movimento pacifista olandese, e quindi anche il conflitto di classe? Ma questi itinerari teorici sono per ora, in Italia, prematuri. E attuale in vece una tensione verso l ’ immediatezza. La caratteristica dei Comitati è stata la richiesta di cambiamenti «da subito», la richiesta di bloccare subito la base di Comiso. E contemporaneamente si sono impegnati in una lotta (ad esem pio sul terreno giuridico e costituzionale) che richiederà tempi lunghi, forse anni. Si tratta di una corretta unificazione di rivendicazioni legate al «qui e ora» e di consapevolezza della portata alta dell ’ impegno pacifista. Un movimento non solo di giovani ma certamente caratterizzato anche da rotture generazionali con vecchie forme di attività politica e soprattutto par titica. È un movimento che va oltre i limiti del ’ 68, cancellando l ’ arcaicità politica e ideologica di quella fase, non fosse altro che per il distacco del mo vimento pacifista dalla «forma-partito», mentre il ’ 68 condusse al micropar- titismo. E supera anche le sacche del movimento del ’ 77, per quanto mante

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