Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
quella stessa produzione industriale di cui è ele mento essenziale di costo. A questo non osta, in generale, il tipo di produzione giacché esso è so litamente di consumo durevole di massa, con l ’ aggiunta semmai di settori di beni intermedi come quello dell ’ acciaio e del cemento. Il secondo ordine di motivi risulta da un pro cesso di divisione internazionale del lavoro che, nel corso degli ultimi vent ’ anni ed ancor più du rante il periodo di crisi, ha affidato a questi paesi produzioni per le quali essi risultano almeno nel breve periodo competitivi. In pratica, per effetto dei salari assai più bassi riferiti a processi di pro duzione che utilizzano relativamente maggiori quantità di lavoro non specializzato. In questo senso, la crescita del sistema industriale è per buona parte guidata dalle esportazioni, a loro volta collegate all ’ intensità dell ’ attività econo mica nei paesi industrializzati importatori. Il terzo ordine di motivi è costituito dall ’ esi stenza di un processo di accumulazione, di inve stimento, suscettibile di trasformare quantitati vamente e qualitativamente l ’ apparato produtti vo. Questo processo, seppure ancora limitato se misurato con un metro occidentale, è tuttavia es senziale per incrementare la produttività, realiz zare economie di scala e per mantenere o persino aumentare la quota di commercio internazionale conquistata. Questa descrizione, necessariamente impres sionistica, indica tuttavia che la capacità di rea zione di questo gruppo di paesi agli squilibri provenienti dall ’ esterno è assai più elevata di quelli appartenenti all ’ altro. La ragione è con nessa proprio con la posizione occupata nell ’ am bito del commercio mondiale. La capacità di esportazione, costituente uno dei cardini della struttura di questi paesi, permette di reagire as sai meglio alle condizioni avverse della congiun tura internazionale, naturalmente entro limiti ben circoscritti, in modo da attutirne gli effetti sulla produzione interna. Essenzialmente, lo strumento di reazione è dato dalla possibilità di manipolare il prezzo dei prodotti esportati per ogni data strutturata dei costi interni. Il prezzo internazionale espresso in dollari è naturalmente fissato dal mercato. Esso è un vincolo per gli esportatori di questi paesi che, perciò, lo subi scono. Grazie al vantaggio relativo di cui si è det to, è tuttavia possibile praticare un prezzo infe
77 1 . La conseguenza pratica, da un punto di vi sta negoziale, è l ’ appiattimento delle proposte programmatiche al minimo comune multiplo, ad una generica posizione che nell ’ intenzione di riassumere gli interessi di tutti, assai spesso le svuota di contenuto e forza contrattuale. Lo stes so documento di Buenos Aires preparato dal Gruppo dei 77 per UNCTAD VI soffre di questo gravissimo limite indebolendo l ’ azione collettiva nel momento stesso in cui la controparte, con il vertice di Williamsburg, si rafforza politicamen te ed ideologicamente. Per capire la profondità della contraddizione di cui si parla, è utile sintetizzare brevemente al cuni aspetti fondamentali del funzionamento delle economie dei PVS nel senso della distinzio ne enunciata. Come è noto la crisi internazionale si è manifestata con forti tensioni inflazionisti che prima e con lo shock petrolifero poi. Ciò ha provocato un peggioramento della situazione economica che in ciascun paese è stato, dunque, determinato in misura prevalente da cause ester ne, come riflesso dei momenti di crisi del sistema monetario e degli scambi internazionali e, per ciò, delle economie che in questo ambito occu pano un posto centrale. In generale, l ’ inflazio ne, il rincaro del prezzo del petrolio e delle ma terie prime, il rallentamento della crescita del mercato mondiale sono cause esterne di dram matici squilibri. La vulnerabilità a questi «colpi» esterni è, tuttavia, funzione della struttura pro duttiva così come questa vincola e spesso impone le misure di politica economica necessarie per correggere gli squilibri generati. — I paesi semiindustrializzati Questo gruppo, i cui confini devono essere in tesi in maniera assai elastica, è caratterizzato da paesi per i quali, come si è detto, il processo di sviluppo industriale è un fatto acquisito. Il setto re manifatturiero vi occupa un posto centrale per almeno tre ordini di motivi. Il primo è dato dall ’ esistenza di una classe operaia che pesa poli ticamente ed economicamente. Il fondo salario che questa percepisce è un flusso di reddito, nor malmente più elevato di quello delle classi rura li, che dà luogo a processi di moltiplicazione del la domanda interna ed è, dunque, sostegno di
1 II Gruppo dei 77 riunisce in un orga no formale di pressione tutti i PVS rap presentanti alle Nazioni Unite.
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