Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Per di più, data una struttura di offerta relativa mente rigida e determinata dalla capacità pro duttiva, il prezzo delle materie prime è in larga misura determinata dalla pressione della doman da. Da questo discende che i paesi in questione sono doppiamente esposti all ’ andamento del ci clo internazionale risultante dall ’ attività interna dei paesi industrializzati: prima per effetto delle variazioni quantitative della domanda e dopo per effetto, che amplifica il primo, delle varia zioni dei prezzi. Rispetto a questo, essi non pos seggono alcuna capacità di reazione che non con sista in una coalizione tale da permettere un maggior controllo delle quantità offerte per ogni dato livello della domanda. La rottura del poten te cartello dell ’ OPEC insegna che anche questa strada è di limitata efficacia di fronte a prolunga te recessioni internazionali. Dal lato delle importazioni, i paesi produttori di materie prime sono esposti ai processi inflati vi delle economie industrializzate dalle quali im portano una quantità relativamente grande, re lativamente alle loro economie si intende, di manufatti. I quali, è bene denunciarlo, non so no solo beni di investimento, la cui importazio ne è connessa con le esigenze di espansione del settore delle materie prime, ma anche e soprat tutto di beni di consumo di lusso destinati alle élites dominanti ed alle burocrazie di stato. Del problema delle importazioni alimentari si è già detto, il loro ordine di grandezza dipende dall ’ instabilità delle produzioni agricole tradi zionali mentre in termini di valore, sono sogget te ai prezzi del mercato internazionale, natural mente per nulla controllati dai paesi in questio ne. Dato che il settore manifatturiero interno, se esiste, è di importanza quasi sempre trascurabi le, la descrizione esposta indica che gli equilibri, e troppo spesso, gli squilibri esterni sono il vin colo principale, anzi la strettoia entro la quale queste economie sono costrette ad operare. La Bilancia dei Pagamenti è il documento che me glio sintetizza le difficoltà, e spesso le tragedie, a cui sono esposti. Per quei paesi il cui settore esportatore è pre valentemente costituito da prodotti tropicali, il discorso va in parte modificato. La domanda per questi tipi di prodotto, caffè, cacao, thè, frutti tropicali è abbastanza rigida rispetto al livello del reddito globale e dunque dello stato della congiuntura. Essa è, invece, più sensibile rispet to al prezzo. Le variazioni di questo sono deter minate nel breve periodo dalla capacità produt tiva la quale può, a sua volta, variare per ragioni assai spesso non economiche: per fattori climatici che colpiscano le zone di produzione. Eventi

questi che se danneggiano il paese produttore direttamente coinvolto, contemporaneamente, diminuendo improvvisamente le quantità offer te, provocano un aumento del prezzo e dunque guadagni eccezionali per tutti gli altri produtto ri. L ’ assai ristretta base produttiva fa sì che i pro grammi di investimento, siano essi di potenzia mento dei settori esistenti oppure, più crucial mente, per svilupparne di nuovi, si traducono sempre in una quantità quasi uguale di importa zioni. Essendo le entrate valutarie assai esposte a cause esterne, la capacità di investimento è inte ramente condizionata dalla quantità di potere di acquisto internazionale determinata di volta in volta da fattori esterni a quelle economie. L ’ ac cumulazione è direttamente funzione della ca pacità di importare. Questa può essere semplice- mente definita come la capacità di acquisto do vuta alle esportazioni ed ai finanziamenti esterni ottenibili. Per quanto riguarda questi ultimi, poiché i paesi di cui si parla non godono di alcu na fiducia presso i mercati finanziari privati, essi sono costretti a fare affidamento sugli aiuti inter nazionali ed ai crediti di origine pubblica. Tenuto conto dell ’ importanza assunta dal po tere di acquisto nella cui definizione entra cru cialmente il rapporto tra prezzi delle esportazio ni e delle importazioni, il termine di scambio, si avverte immediatamente come i processi infla zionistici, attraverso il prezzo dei manufatti e dei prodotti energetici, mentre peggiorano imme diatamente la bilancia dei pagamenti mettono altresì in moto un processo di ridimensionamen to dei programmi di investimento. Se poi all ’ in flazione si aggiunge contemporaneamente la sta gnazione prima e la recessione poi, lo squilibrio diventa insanabile e lo sviluppo totalmente com promesso. Sulla base di queste note si ricavano facilmen te, almeno in teoria, gli interessi di questi paesi. In sintesi, essi consistono nell ’ interesse: 1) per un prezzo delle materie prime che, per essere ac cettabile alla controparte, sia per lo meno stabi le, 2) ad una ripresa internazionale possibilmen te non inflazionistica, 3) all ’ incremento degli aiuti e dei crediti pubblici, vista la mancanza di sostegno da parte dei mercati privati, 4) all ’ in cremento della liquidità internazionale che, nel loro caso, non può che essere governata da orga nismi di carattere pubblico e non privato. I pun ti 3) e 4) si fondono naturalmente in un più ge nerale interesse per una radicale riforma del si stema monetario internazionale.

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