Problemi della transizione 1984

I Paesi in via di sviluppo

oneri. 3) Infine, la quota del debito globale e perciò dell ’ esposizione è sempre stata, in manie ra preponderante, a favore dei paesi più ricchi. Il problema dell ’ illiquidità del sistema banca rio internazionale va considerato all ’ interno di questa situazione ed evoluzione nel tempo. La realtà è che il cosiddetto riciclaggio ha riguardato solo una parte assai esigua dei PVS, per di più dotata di risorse naturali con prezzi crescenti, ed ha pochissimo interessato il sostegno degli sforzi di sviluppo della gran parte degli altri. Per valu tare appieno quest ’ ultimo punto è utile studiare la reazione dei vari paesi di fronte alla crescente entità degli squilibri esterni ed alla contempora nea impossibilità di ricorrere a finanziamenti esteri tali da evitare i danni di un repentino ag giustamento. La Tavola B raccoglie alcune stime della caduta del potere di acquisto delle esporta zioni, una delle variabili cruciali per determinare la capacità di sviluppo interno dei paesi econo micamente meno forti e delle conseguenze in termini di riduzione delle importazioni. Tutte le variabili si riferiscono a variazioni rispetto ad un trend misurato nel periodo precedente la crisi in ternazionale. I periodi indicati nella tavola corrispondono ad altrettante fasi del ciclo internazionale; l ’ ulti mo evidentemente solo l ’ inizio di una lunga de pressione ancora in corso. I punti salienti che vi sono contenuti sono i seguenti: 1) per ciò che ri guarda i paesi importatori netti di petrolio, la ca duta del potere di acquisto delle esportazioni ac cusata nel momento del primo shock petrolifero è dovuta in parti quasi uguali sia all ’ effetto quantità che ai termini di scambio. In occasione del secondo, è soprattutto a quest'ultimi che va imputata la maggiore responsabilità, il 16% contro il 2 %, ma si è solo agli inizi della fase di scendente. 2) A questa situazione, caratterizzata da forti deficit della bilancia dei pagamenti, cor risponde un aggiustamento che nella prima fase è realizzato con il solo rallentamento della cresci ta, o al limite della diminuzione delle importa zioni, che è graduale e si svolge prevalentemente lungo la fase ascendente seguente. Lo scosta mento dal trend si verifica, infatti, tra il 1976 ed il 1978 e corrisponde al 46% di un modesto au mento, invece che ad una caduta, del potere di acquisto. Questo implica che i deficit generati dalla prima grande depressione e dall ’ inflazione

degli anni settanta sono stati in misura notevole finanziati, sia pure diversamente a seconda del paese, consentendo una certa gradualità nel re cupero dell ’ equilibrio 4 . 3) In coincidenza del se condo shock petrolifero, invece, lo squilibrio è immediatamente accusato per effetto del peg gioramento dei termini di scambio, cumulo dell ’ inflazione proveniente dai paesi occidentali e dai produttori di petrolio. Ciò che più conta è che, questa volta, l ’ effetto sulle importazioni è immediato e corrisponde all ’ 87% della caduta del potere di acquisto delle esportazioni. Se ne deduce che la possibilità di finanziare lo squili brio è fortemente diminuita e che, perciò, l ’ uni ca strada aperta è il contenimento delle importa zioni. 4) Questa esperienza può essere utilmente confrontata con quella del gruppo meno svilup pato di paesi; come si sa, nella stragrande mag gioranza produttori di materie prime e di pro dotti tropicali. E immediatamente evidente la maggiore intensità del contenimento delle im portazioni che nell ’ ultima fase è ben sei volte la caduta del potere di acquisto del trend storico: un indizio chiarissimo della necessità di un dra stico aggiustamento per moderare il deficit cor rente ed alleggerire il cumulo di quelli passati. È anche interessante notare come l ’ effetto volume prima e termini di scambio dopo colpiscano que sti paesi in modo assai più forte che l ’ intero ag gregato dei paesi importatori di petrolio. L ’ analisi che precede conduce ad una conclu sione evidente. L ’ impossibilità di finanziare ade guatamente i deficit dovuti a fattori esterni com porta effetti devastanti sulla capacità di importa re dei PVS. Il nesso che esiste tra questa e lo svi luppo dell ’ economia è già stato illustrato ed è comunque del tutto chiaro. Al drastico ridimen sionamento della prima corrisponde una crisi senza precedenti del secondo. L ’ evidenza sem bra comunque negare che il problema principale sia quello di un eccesso di spesa finanziato da una compiacente espansione del credito nazio nale. Conviene, se non altro per motivi di onestà intellettuale, separare i problemi ed i rapporti con la finanza internazionale di pochi paesi, quasi tutti latino-americani, da quelli dei paesi classificati in via di sviluppo. Andrebbe, anzi, contestata la stessa operazione di inclusione di paesi come Argentina, Messico, Venezuela e Brasile in questo gruppo accanto a India, Zaire,

4 Si tratta evidentemente sia di debiti pubblici che privati secondo le moda lità descritte dalla Tavola A.

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