Problemi della transizione 1984

I Paesi in via di sviluppo

sempre trova l ’ appoggio dell ’ altra specie se ven gono offerte contropartite come, ad esempio, un maggior impegno in termini di aiuti finanziari. L ’ insuccesso dell ’ ultima conferenza del GATT a Ginevra è, d ’ altra parte, un esempio concreto di queste difficoltà. Detto questo, tuttavia, rimane aperta la questione se non si debba, ormai, ac cettare la situazione che vede una parte del mon do in via di sviluppo specializzata in alcune pro duzioni industriali. Se per essa è necessario spez zare i vincoli che la costringono entro un proces so di industrializzazione che ne rafforza la di pendenza dalla parte sviluppata del mondo, che la allontana dalle frontiere del progresso tecnico, è ipocrita pensare di affrettarne il processo di af francamento attraverso pratiche protezionistiche che colpiscono immediatamente i paesi produt tori in termini di crescita e di occupazione. Dall ’ esame di alcune questioni di grande im portanza emerge chiaramente come i problemi dello sviluppo siano suscettibili di una soluzione ad un tempo efficace e duratura solo nel quadro di un ’ effettiva espansione dell ’ economia mon diale. Questa è la condizione necessaria seppure non sufficiente, perché siano ricomponibili gli interessi contrastanti non solo tra mondo svilup pato e mondo in via di sviluppo ma anche all ’ in terno di quest ’ ultimo. È necessario, però, ag giungere che è assai difficile immaginare un pe riodo durevole di espansione internazionale sen za una riforma del sistema monetario. Benché questa sia di difficile realizzazione immediata, è tuttavia importante che obiettivi intermedi siano rabidamente realizzati in questa direzione. È interesse preminente dei PVS ad un sistema di creazione di liquidità internazionale che sia quantitativamente adeguato alle esigenze di svi luppo. Questo è un elemento essenziale di qua lunque progetto di riforma. A questo proposito conviene richiamare alcuni aspetti del funziona mento del sistema monetario strettamente con nesso con questo problema. Si è precedentemente sottolineato che la capa cità di mobilitazione delle risorse interne e, per ciò, di accumulazione è legata crucialmente alla capacità di importare. Questa a sua volta è defi nibile come il potere di acquisto delle esporta zioni e dei crediti a lungo termine ottenibili. Il flusso dei finanziamenti è, dunque, un elemen to essenziale oltre che per una ragione puramen te definitoria, per un motivo connesso con il 4. Il sistema monetario internazionale e i PVS

funzionamento dell ’ economia mondiale. Per ciò che attiene all ’ argomento in discussione, ossia la relazione tra capacità di importare ed accumula zione interna, è utile distinguere i paesi struttu ralmente in sovrappiù, o in equilibrio, dai paesi strutturalmente in deficit di parte corrente. Strutturalmente significa ad un livello di attività economica significativamente vicino alla piena occupazione. Da un punto di vista generale, i primi sono in grado di decidere del livello dell ’ attività interna e, a parità di condizioni, del volume delle im portazioni autonomamente, senza cioè i vincoli che una bilancia corrente eventualmente defici taria porrebbe in termini di aggiustamento. I se condi, invece, possono nel medio termine deter minare il livello della loro attività interna solo re sidualmente dato che la loro capacità di importa re è costretta dal potere di acquisto di ciò che esportano, ossia dal volume delle importazioni dei paesi non vincolati. La possibilità di finan ziare i deficit correnti e, dunque, un maggior li vello di importazioni con crediti a lungo termine senza, perciò, essere costretti a politiche restritti ve a rettifica dello squilibrio dei conti con l ’ este ro, aggiunge un notevole grado di libertà all ’ in tero sistema. Da quanto detto segue che il livello di attività, ed in particolare il livello di investi mento, dei paesi vincolati è funzione delle deci sioni autonome dei paesi strutturalmente in so vrappiù, o in equilibrio, e del livello di finanzia mento che la liquidità internazionale e le deci sioni autonome del sistema bancario permetto no. È inutile aggiungere che tutti i PVS importa tori di petrolio cadono nella categoria dei paesi vincolati. Se la questione è esaminata dal punto di vista dello sviluppo interno di questi ultimi va fatta una precisazione. Un piano di sviluppo efficace, dunque di accumulazione è necessariamente un tentativo di rompere i limiti determinati da una ristretta base produttiva: tentativo definito in un arco temporale che può essere chiamato conven zionalmente di medio, lungo periodo. Prima che una struttura produttiva efficiente e funzio nante affiori da questo percorso, e dunque pri ma che un volume soddisfacente di prodotto in terno sia possibile, mentre le importazioni ade guate allo sforzo accumulativo risultano deter minate dal livello della crescita interna, le espor tazioni sono sempre limitate da un apparato pro duttivo ancora ristretto. Ne segue che un effetti vo sforzo di sviluppo è incompatibile con l ’ equi librio corrente dei conti con l ’ estero in tutta la fascia primaria. Solo quando un apparato pro duttivo efficiente sarà apparso, sarà altresì possi 161

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