Problemi della transizione 1984

I Paesi in via di sviluppo

no operativi e realizzabili non esiste, oggi, quasi più traccia. Questi tentativi di riforma sono tutti falliti per effetto sia di interessi costituiti e con trastanti sia per il più recente atteggiamento di rigido controllo monetario esercitato dalle auto rità delle principali economie occidentali. Gli ef fetti di quest ’ ultimo sono stati particolarmente gravi. L ’ idea che all ’ origine dell ’ inflazione vi sia un eccesso di liquidità monetaria è diventata de cisione operativa non solo all ’ interno del Sistema Federale di Riserva ma anche negli organismi in ternazionali, primo fra tutti il F.M.I. Questo ha portato al blocco delle emissioni di DSP nei con fronti delle quali già esistevano forti opposizio ni. In pratica l ’ ultima emissione di 4 miliardi di DSP risale al 1981. Assieme a queste sono miseramente naufraga ti tutti gli altri progetti di rendere questa «mone ta» il centro del sistema. Del Conto di Sostitu zione non si parla più dalla riunione di Ambur go del 1980 e così, naturalmente, sono tramon tati gli schemi di collegare le emissioni alle esi genze di sviluppo dei PVS. Per la politica econo mica oggi prevalente, emettere DSP in quantità rilevanti significa provocare intollerabili pressio ni inflazionistiche dando luogo ad eccessi di spe sa interna. Viene dunque negato il nesso, anzi viene teorizzata la separazione tra finanza di svi luppo e liquidità internazionale; quest ’ ultima da utilizzare solo come elemento di aggiusta mento di squilibri giudicati temporanei. Gli alti saggi di interesse, poi, generati dalla stretta cre ditizia americana contemporaneamente all ’ af fermato principio di remunerare le riserve in DSP a spese interamente degli utilizzatori toglie a questo strumento la capacità di redistribuire il signoraggio a favore dei paesi del Terzo Mondo. — Il Fondo Monetario Intemazionale Un discorso a parte lo merita il F.M.I. Intesa come organismo di attuazione degli accordi di Bretton Woods, questa istituzione è di cruciale importanza per garantire stabilità al sistema del le relazioni economiche internazionali. In parti colare, l ’ assistenza finanziaria fornita ai paesi membri che si trovino in condizioni di squilibrio con il resto del mondo dovrebbe essere rivolta ad evitare politiche economiche dannose per l ’ occu

pazione, il livello di attività e, dunque, i pro grammi di sviluppo. Da questo punto di vista è un ’ istituzione teoricamente cruciale per i PVS per i quali il deficit di parte corrente è una carat teristica ormai permanente. La pratica affermatasi, ma non gli Articoli dell ’ Accordo Costitutivo, ha instaurato il princi pio che il ricorso al Fondo per alleviare un deficit corrente è sottomesso a precise condizioni sulle politiche economiche intese a diminuirle ed al periodo in cui esse vanno attuate. Quest ’ ultimo è un periodo che solo in condizioni particolari può superare i cinque anni, normalmente le mi sure correttive vanno applicate in un arco tempo rale assai breve: da uno a due anni. In genere il pacchetto politico-economico contenuto nella lettera di intenti è la combinazione di alcune o di tutte le seguenti misure: i) controllo del credi to interno, ii) riduzione dei deficit di bilancio dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni, iii) svalutazione del saggio di cambio, iv) elimi nazione del sistema dei sussidi, anche se su gene ri di prima necessità, e del controllo delle impor tazioni. La matrice teorica di queste misure è assai be ne caratterizzata. Essa denota una spiccata fidu cia per l ’ economia di mercato e per il controllo monetario degli aggregati reali; fiducia il cui fondamento è quanto meno discutibile. Lo sco po è, tuttavia, molto chiaro: costringere la do manda interna entro limiti compatibili con la bi lancia commerciale ed al contempo porre in azione quelle forze di mercato che, nelle inten zioni, dovrebbero mobilitare risorse per l ’ espor tazione. Che ciò effettivamente avvenga ed in quanto tempo è assai incerto mentre è certo che esse redistribuiscono il reddito nazionale a favore dei percettori di profitti, nella migliore delle ipotesi, di speculatori, come è spesso la norma in molti PVS. L ’ obiettivo è, comunque, la defla zione da attuare rapidamente riequilibrando i conti con l ’ estero e restituire ciò che dal Fondo si è ottenuto. L ’ aspetto temporale del sostegno finanziario, se non altro, è criticabile solo che si consideri che esso è rivolto a paesi gravati da squilibri di origi ne quasi sempre esterna e divenuti pressocché permanenti. La Tavola E illustra questo punto senza possibilità di dubbio. Il sostegno finanzia rio cresce in occasione dei forti aumenti dei defi

7 Discorso tenuto da de Larosière al Council of Foreign Relations. I.M.F. Survey, June 21, 1982.

163

Made with FlippingBook - Online catalogs