Problemi della transizione 1984

Trasferimento delle innovazioni tecnologiche

principali innovazioni mondiali dal 1945 al 1970 trova che solo 4 su 110 hanno avuto origine in Giappone, contro ben 74 negli Stati Uniti...». «Ma il Giappone non si presenta in una posizio ne di tecnologia subalterna: la tecnologia viene rielaborata e migliorata, soprattutto con l ’ obiet tivo di ridurre i costi di produzione». E forse opportuno osservare che il trasferire un prodotto comporta comunque nella maggioran za dei casi anche un minimo di trasferimento tecnologico. Ciò non è quasi mai sufficiente ad attivare un ’ autonomia tecnologica o ad innesca re un processo di sviluppo tecnologico locale. Perché ciò avvenga devono intervenire altri pro cessi, come quello formativo, sempre necessario ma con effetti a tempi medio-lunghi, o come quello dell ’ acquisizione dall ’ esterno di risorse umane già formate. Infatti il modo più efficace in tempi brevi di effettuare un trasferimento tec nologico consiste nel trasferire persone che cono scano e abbiano già usato quelle teconologie. Usualmente quando si fa riferimento a sistemi informativi di questo tipo, che prevedono l ’ atti vazione di un servizio rivolto ad un numero este so di individui di limitata o nulla esperienza di uso di tecnologie (in particolare informatiche), si progetta, realizza e gestisce la parte del sistema informativo che va dalle sorgenti di informazio ne (banche di dati) fino al terminale periferico, che viene giustamente progettata avendo come variabile prioritaria di progetto la sua facilità d ’ uso. Per una piena utilizzazione di tale servizio nel sistema sociale in cui esso viene introdotto, devo no però essere affrontati e risolti anche altri pro blemi. Va innanzitutto messo in moto un artico lato processo per generare, stimolare e pilotare un effettivo interesse ad appropriarsi di tali dati, convincendo i potenziali clienti del vantaggio che deriverebbe dall ’ uso di quel servizio. La vasta letteratura tecnica che riporta speri mentazioni di questi servizi insegna che non ba sta informare i potenziali clienti su di una parti colare tecnologia perché questi la adottino. Esempio ormai classico di diffusione di inno vazione tecnologica è la diffusione del seme di mais ibrido in alcune regioni interne degli Stati Uniti 4 che è durata dal 1928, anno in cui fu di sponibile tale seme, fino al 1941, anno della sua completa adozione, anche se fu subito provato che il vantaggio dell ’ uso di questo nuovo seme rispetto a quello tradizionale era di un incre mento di almeno il 20% di produzione per area. Lo studio approfondito di questo caso ha consen tito di individuare alcuni elementi poi diventati basilari per ogni processo di diffusione dell ’ in novazione: 1) il comportamento degli agricoltori rispetto all ’ adozione del nuovo seme è stato molto diver so l ’ uno dall ’ altro (alcuni hanno adottato l ’ inno vazione subito, altri addirittura dopo 13 anni); 2) l ’ intervallo medio di tempo fra il momen to della conoscenza dell ’ innovazione e quello dell ’ adozione è risultato di nove anni (intervallo di un tempo enorme se si pensa all ’ evidente enorme vantaggio derivante dall ’ adozione di quell ’ innovazione) ; 3) il tipico agricoltore ha appreso l ’ esistenza del nuovo seme da un venditore, ma si è visto che sono stati i vicini di gran lunga i più efficaci persuasori per l ’ adozione. I venditori di semi so no stati determinanti per gli agricoltori che per primi hanno adottato (agricoltori innovativi), mentre per gli agricoltori che hanno adottato per ultimi (agricoltori ritardatari) sono stati determi nanti, negli anni, i risultati dei vicini; 4) si è trovata una stretta correlazione tra ve locità di adozione dell ’ innovazione e attivazione di strutture di diffusione (p.e. la struttura capil lare degli agenti al cambiamento che bussano di porta in porta e cercano di convincere gli agricol tori) o strutture di sperimentazione e di dimo strazione (p.e. aziende agricole pilota). Successivamente a questi primi studi se ne so no aggiunti molti altri nei settori più disparati, Accesso alla tecnologia e sua diffusione Il trasferimento tecnologico significa quindi portare in un ’ area povera di tecnologia nuove conoscenze tecniche, economiche e gestionali. Tutto ciò si traduce in una grande mole di dati che sicuramente è opportuno gestire con le tec nologie informatiche, che consentono l ’ accesso anche a banche di dati internazionali attraverso terminali di utente.

4 E.M. R ogers , F.F. S hoemaker : «Communication of Innovation>, Thè Free Press, McMillon Pub., 1971.

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