Transizione 1985

del positivismo. Tuttavia quello che per Scolari fu « una sorta di pensiero dominante », che lo impegnò a lungo per poi tradursi nei quattro saggi ora raccolti, il senso di tale ricerca, meglio si intende alla luce degli altri scritti che sono stati opportunamente ristampati. Sia dalla recensione di M.omenti e problemi di storia dell ’ estetica (o da quella di un ormai lontano processo all ’ estetica) che dall ’ inter vento sollecitato da Situazione dell ’ estetica in Italia di Lino Rossi (pp. 227-34), emerge non solo l ’ indicazione, per quanto concerne l ’ estetica, della ormai improrogabile risignificazione del nesso teo ria-storia (dove l ’ adeguatezza della teoria è data dal suo farsi pura metodologia), ma anche la traccia di una ricerca storica capace di evitare gli equivoci e le deformazioni del modello storiografico neoidealistico (ove la ricostruzione storica è intesa come « rivela zione e disoccultamento dei materiali che possono agire come ante cedenti necessari, come utili anticipazioni, palesi o confuse, di una nozione di arte e di estetica irrevocabile, l ’ unica assolutamente vera e scientificamente fondata », p. 231, e cfr. pp. 164-5), in grado di cogliere, invece, « in tutta la ricchezza delle loro prospettive i diversi livelli di sedimentazione del pensiero estetico » (p. 208). Se il metodo storiografico crociano, nella sua perentorietà per altro continuamente riaggiustata, lascia fortemente insoddisfatti, con un bilancio composto più di « perdite » che di « profitti », ecco allora farsi prepotente il bisogno di ritornare alle « cose », a quel l ’ esperienza estetica ed artistica, che attende solo di essere ricono sciuta, coordinata e fatta valere nella sua ricca e irriducibile molte plicità. Lo studio dell ’ estetica del positivismo allora sfugge al ri schio della mera documentazione archeologica ed erudita per farsi contestazione effettiva di un modo pregiudicato ed infruttuoso di impostare la ricerca storiografica estetica e proposta di una opera zione che comporti alla fine « un accrescimento delle conoscenze e della conoscenza in una maggiore consapevolezza di noi stessi e della nostra situazione» (L. Anceschi, p. 3). Uno studio d ’ altronde non facile in quanto ancora agli inizi, con pochi punti di riferimento (indagini complessive e monografie spe cifiche) e molti ostacoli da superare (ostilità, diffidenza, atteggia menti riduttivi, ecc.), che solo in questi anni cominciano ad essere rimossi, anche grazie alle capacità organizzative di Scolari, promoto re, tra gli altri, di quel convegno reggiano su « Scienza e filosofia nella cultura positivistica », maggio 1980, che ha segnato una pietra miliare nella ripresa di tali studi. Una indagine che sembra richiede re preliminarmente un chiarimento del termine stesso, essendo il 94

Made with FlippingBook flipbook maker