Transizione 1985

opera una indicazione programmatica propria della « fenomenologia critica », la epoché o messa tra parentesi delle soluzioni convenute, a priori, e ritorno alle « cose », in questo caso a un campo che per altro non si lascia facilmente perimetrare, irriducibile a definizioni.e sintesi manualistiche. Un campo che significa una realtà in cui diverse discipline si rendono autonome (psicologia, sociologia, ecc.). un ’ età in cui al diffondersi delle innovazioni tecnologiche si accom pagna una diffusione mondiale della cultura « positivistica » e infi ne un tempo nel quale le classi subalterne costruiscono, se pur a fatica, propri strumenti conoscitivi e di azione. Tutto ciò, come già si diceva, comporta l ’ assunzione di un criterio interpretativo ampio e flessibile. Come si riflette questo atteggiamento metodico sul piano estetico? L ’ avvertimento preliminare merita di essere ripreso estesamente per la sua chiarezza e pregnanza. È in causa — afferma Scolari — il rilievo di un momento della storia delle idee estetiche che va sottratto all ’ oblio e alla distrazione liberandolo dalle contra zioni e dalle semplificazioni cui è andato soggetto. Così da configu rare un panorama delle concezioni estetiche dell ’ ottocento non e- sauribile nella dominante idealistica e nelle sue varianti, ma che si struttura anche lungo altre direzioni, trova altri centri di produzio ne teorica, si articola in una serie di ricerche empiriche trascurate dalla filosofia della bella arte. La « cultura estetica del positivi smo » va indagata con la consapevolezza che in quel clima lontano e desueto si delinea (...) il tentativo di sottrarre definitivamente l ’ estetica a ogni prestito metafisico (p. 179). La sottrazione dell ’ e stetica alla metafisica comporta poi il riconoscimento della sua autonomia sulla base della convinzione che il bello e l ’ arte, prodotti eminentemente umani, siano scientificamente verificabili; al tempo stesso il richiamo alla scienza implica che l ’ estetica si costituisca entro una fitta rete di relazioni con altri ambiti disciplinari. I fatti, l ’ idolo del tempo, il richiamo alla loro autorità assoluta significa anche un ’ inedita attenzione per le ricerche empiriche, che vengono organizzate e sistemate dalla filosofia dell ’ arte. Insomma, pur con limiti e lacune indubitabili, entusiasmi o forzature inaccet tabili, l ’ estetica positivistica sembra offrire un esempio significativo di recupero teorico esperienza estetica ed artistica. La comples sità di un tale lavoro di disoccultamento non è ignota a Scolari, che nello studio qui preso in esame si limita a circoscrivere l ’ approccio ad un ’ unica regione, la Francia della seconda metà dell ’ Ottocento (pp. 180 sgg.). E se non manca di rilevare i numerosi temi e problemi affronta 96

Made with FlippingBook flipbook maker