Transizione 1985

conviene spendere qualche parola. Lo mutuo dal discorso iniziato da Pierre Bourdieu 5 che lo elabora specie per quanto riguarda alcuni settori specifici (artistico, scientifico, religioso, filosofico) di una più generica realtà intellettuale o della « produzione simboli ca ». In tali settori, per la legittimazione di un ’ autorità e dei beni che vengono prodotti (appunto artistici, scientifici, religiosi, filoso fici), avvengono delle lotte fra « dominanti » tradizionali e quelli che Bourdieu chiama nouveaux entrants 6 . Le lotte in ogni « cam po » sono dei fenomeni di concorrenza sociale che si manifestano come tentativi di riconversione del « capitale culturale » di cui gruppi o singoli — che entrano in lotta — dispongono 7 , e di imposizione dei prodotti di tale riconversione in « campi di consu mo » ad essi omologhi 8 . Una specificazione di tale costrutto, utile per meglio spiegare i tratti salienti del « campo educativo » dell ’ ente locale, è stata fatta da altri studiosi dello stesso Centre de sociologie Européenne diret to fino a qualche anno fa da Bourdieu presso VEcole des hautes Etudes en sciences sociales 9 , i quali lo hanno usato per la spiega zione di « campi » nuovi entro un più ampio « campo » educativo. Nel lessico di tali autori il « campo » è definito come « l ’ insieme delle istituzioni ... che entrano in relazione con [altre] istituzioni collegate agli apparati di stato (scolastiche, mediche, giuridiche). Tale insieme deve la sua esistenza a dei disfunzionamenti che sono intervenuti in determinati momenti della loro storia e si costituisce alla periferia di tali grandi istituzioni, allo scopo di gestire il loro disfunzionamento » 10 . Nei casi « educativi » sopra ricordati (specie quello dell ’ handicap in una più vasta ambientazione scolastica, e quello della « terza età »), gli apparati istituzionali di stato che si cercherebbe di integrare sono, in primo luogo, la famiglia, in se condo la scuola: asili-nido, doposcuola, iniziative del tempo libero fungerebbero da sussidio a una casa e a un ’ aula in crisi, specie nelle grandi aree metropolitane, dove tali apparati trovano difficol tà maggiori. Secondo tale prospettiva un « campo » è una struttura sociale in fieri ; esso nasce da tensioni istituzionali, sorge dalla de bolezza di alcuni apparati che finisce col supplire fino a sostituirli, ha delle « condizioni sociali di manifestazione » 11 , dipende da « interessi socioeconomici degli agenti che intervengono nelle isti tuzioni » 12 , ha una storia che è data dal suo insorgere, dal suo strutturarsi, dal suo istituzionalizzarsi e, si potrebbe aggiungere, dal suo estinguersi; è soprattutto, giova ripeterlo, uno « spazio 108

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