Transizione 1985
sociale di lotta » 13 in cui operano conflittualmente forze innovatri ci e forze conservatrici, le quali tendono a egemonizzarlo, grazie a « strategie individuali o collettive, spontanee oppure organizzate, che mirano a conservare o, viceversa a trasformare » 14 . Un « cam po » è quindi una realtà dialettica in cui si mette in gioco ciò che è culturalmente nuovo oppure consolidato e in cui è determinante il definirsi, dapprima ai « margini » e in seguito sempre più central mente, di quei nouveaux entrants di cui si è detto, di nuove pro fessioni e di nuove agenzie di intervento 15 . Nelle specificazioni di Lenoir e di Pinell e Zafiropoulos si tratta di « istituzioni (che gli stessi operatori tendono a creare per lavorarvi e che hanno una funzione di “ intermediari ” 16 nei confronti delle istituzioni conso lidate) in crisi o di cui tali operatori stessi dimostrano l ’ ineffica cia » 17 , e di nuove agenzie che essi intendono legittimare. Ne con segue un sistema a molteplici « poli », di qualità obsoleta e in crisi gli uni, ma che hanno potenti deleghe societarie di legittimazione e che rappresentano istanze conservatrici; inediti e emergenti — che rappresentano le istanze innovatrici — gli altri, che sono però in posizione subalterna e che cercano, avvalendosi di strategie origina li, di avere una legittimazione della loro attività e dei loro prodotti. Occorre precisare — e non è nota marginale — che sono soprat tutto i nuovi agenti che concorrono a determinare l ’ oggetto stesso della loro operatività e con questo lo specifico « campo » in cui operare. Definizioni di età (la primissima infanzia, la terza età, ecc.), di soggetti sociali bisognosi di cure educative (gli handicap- pati), qualificazioni di bisogni particolari cui dare risposta (il biso gno di consulenza nella sessualità, nella moda, nell ’ orientamento scolastico e professionale) sono « definizioni sociali », o meglio, « manipolazioni simboliche di definizioni sociali » 18 in cui sono individuati i destinatari del lavoro dei nuovi agenti, quei soggetti sociali il cui « trattamento » concorre a legittimare le nuove attivi tà. A tali manipolazioni simboliche, oltre che i soggetti stessi così definiti (i giovani che si autodefiniscono « classe », i vecchi che parlano di sé in termini di « terza età » e dichiarano in tal modo i loro bisogni specifici) contribuiscono anche e soprattutto i nuovi agenti stessi, interessati a « spostare frontiere » 19 . In tali manipo lazioni simboliche di definizioni sociali non si tratta di un interesse meramente teorico, di un desiderio di maggior precisione denotati va; tali nuove definizioni « non hanno [infatti] solo degli effetti simbolici. Esse contribuiscono, definendo [l ’ oggetto], a costituire 109
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