Transizione 1985
e ad imporre dei nuovi bisogni, in particolare il bisogno di specia listi incaricati di assicurarne la soddisfazione » 20 . Sono appunto «gli agenti del “ campo ” che, manipolando una [determinata] definizione, manipolano con ciò stesso l ’ espediente del loro inter vento» 21 . Nella fattispecie del «campo» educativo, tali nuove definizioni sociali « favoriscono la venuta di nuovi agenti, in parti colare di specialisti di scienze sociali e di animatori, che in numero elevato cercano un impiego e trovano in queste definizioni [...] e nel sistema di istituzioni di cui queste sono il prodotto, i mezzi per esercitare un ’ attività professionale e, obiettivamente interessati a tali definizioni, contribuiscono a loro volta ad imporle » 22 . Sotto questo profilo si danno « campi » in ogni caso in cui emergano nuove definizioni sociali, ci siano agenti in cerca di un mercato del lavoro capaci di manipolarle simbolicamente, si diano « azioni e reazioni permanenti, grazie alle quali ogni gruppo si sforza di mantenere oppure di cambiare la sua posizione nella struttura sociale» 23 . Si mettono allora in atto delle strategie di riconversione, non solo del capitale finanziario, ma anche e princi palmente di quello culturale, e avvengono delle « ridefinizioni crea tive » 24 di professioni tradizionali, o anche — e soprattutto — delle elaborazioni di professioni nuove 25 . Questo accade in partico lare « nei mestieri a grande dispersione culturale e poco professio nalizzati e nei settori più nuovi della produzione culturale (radio, televisione, marketing, pubblicità, ricerca nelle scienze sociali ecc.) in cui i posti e le carriere non hanno ancora assunto le rigidità delle vecchie professioni burocratiche e dove il reclutamento si fa, anco ra e perlopiù, per cooptazione, cioè sulla base delle ‘ relazioni ’ e delle affinità di habitus piuttosto che sulla base di titoli scolasti ci » 26 . Mestieri poco professionalizzati sono quelli che Bourdieu 27 chiama métiers de conseil (psicologi, orientatori, ortofonisti, consu lenti di estetica, consulenti matrimoniali, dietisti ecc.) e le profes sioni pedagogiche o parapedagogiche (educatori, animatori cultura li ecc.) in cui « viene fatto rendere al massimo quell ’ aspetto del capitale culturale che, trasmesso direttamente dalla famiglia, non dipende dall ’ inculcamento e dalla consacrazione scolastica 28 », quali buone maniere, buon gusto, savoir faire. A queste « doti » non inculcate dalla scuola o da altri apparati formativi istituzionali, potremmo aggiungere quelle apprese in esperienze lavorative e del tempo libero antecedenti, non legate necessariamente a uno status sociale elevato: hobbies, esperienze teatrali, assistenziali, variamen 110
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