Transizione 1985
La città opulenta luogo di contraddizioni Vale qui la pena approfondire la considerazione di fondo che la città industriale — a differenza della città antica, costruita e vissuta come struttura unitaria ed organica — non esiste come entità totale e globale ma solo come insieme di parti tra loro diverse e successi vamente aggiunte. Questa città, fatta di parti, che soltanto ideologi camente è la città di tutti, in realtà viene usata in modo profonda mente diseguale, diverso e discriminato. Se questo concetto è vero in riferimento alle diverse classi sociali, e i cittadini che hanno potenzialmente gli stessi diritti alla città secondo le norme istituzionali, diventano in realtà « diversi » secondo la legge imposta dalle norme economiche, esso è oggi ancor più vero in riferimento alla distinzione di sesso. È sufficiente una semplice schematizzazione dei comportamenti d ’ uso della città, per distinguere i comportamenti maschili da quelli femminili. Cioè l ’ uomo e la donna non solo sono diversamente collocati nel processo di produzione e uso della città (l ’ uomo più inserito nella produzione, più produttore, e la donna invece più fruitrice della città-merce prodotta), ma la differenza sessuale li distingue anche come consumatori della città, sia per la diversità delle categorie usate, che per la qualità e i modi d ’ uso. È vero infatti che la donna usa più frequentemente alcune ca tegorie della città (la casa, i servizi primari, le attrezzature, le strut ture commerciali, il verde, ...) e l ’ uomo altre (i luoghi produttivi, i luoghi istituzionali e di rappresentanza e decisionali, ecc.); ma è anche diverso il modo con cui la donna, nei suoi comportamenti sociali, ma soprattutto nella sua identità/diversità individuale, consuma la città, assumendola più come valore d ’ uso che come valo re di scambio. Nella città industriale la donna, proprio nella misura in cui è ancora prevalentemente esclusa dal mondo produttivo, ma soprattutto dal mondo decisionale; nella misura in cui ha più conser vato il suo ruolo tradizionale (pre-industriale) ed è portatrice di va lori soggettivi diversi, si è meno inserita nella logica di sfruttamen to della città, del territorio, dell ’ ambiente. Da quanto fin qui detto faccio discendere due considerazioni, che riprenderò successivamente per trarre alcune ipotesi a livello teorico. Innanzitutto occorre assumere e prendere atto che nella città opulenta — nella città degli alti redditi, dall ’ alto livello dei servizi ecc. — laddove calano i vincoli economici quale elemento di di 128
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