Transizione 1985
standard abitativi e la generica ricerca del minor costo — indotti dalla normativa nazionale — non solo diventano, per la rapida deperibilità, fattori di nuovo fabbisogno, ma si sono rivolti soprat tutto a scapito della condizione delle donne dentro casa. Si è infatti generalizzata una tipologia dell ’ alloggio (salone più grande, cucina sempre più piccola) che la donna ha subito e insieme agevolato, nella logica di perpetuazione del proprio completo ruolo casalingo anche nella fase di emancipazione. Per cui optando in favore della zona di rappresentanza (che assolve al fatto di aver meno tempo per accudire alla casa), la donna accetta non solo di continuare a cucinare e rigovernare, ma anche di farlo relegata in due metri quadri, isolata dalla stessa partecipazione « visiva » della famiglia. Una riprogettazione degli spazi abitativi va quindi fatta in funzione dei tempi reali di utilizzo degli ambienti e in funzione dei ruoli nuovi di fatto assunti dalle donne. Soprattutto, con una maggiore e più cosciente partecipazione della donna all ’ elaborazione delle nuove tipologie, l ’ abitazione deve diventare elemento propul sore e non frenante del processo di liberazione della donna dentro casa; elemento cioè di maggiore socializzazione del ménage che la abita, e non di separazione di funzioni e di individui. Occorre quindi ripensare a cucinotto, cucina unica, dimensione e pluriuso delle camere notte, ecc., soprattutto garantendo una mobilità nell ’ u so e nella sistemazione dell ’ alloggio nel tempo e durante le varie fasi del nucleo. Così si è mossa l ’ esperienza della normativa tecnica regionale dell ’ Emilia-Romagna con una concezione che pone al cen tro lo standard della « qualità » dell ’ abitazione e la « flessibilità » di uno o fra più alloggi. Le emergenze del cambiamento Oggi lo scenario della città e della società, come si diceva, è profondamente diverso: cambiano rapidamente i modi di vita, cam biano i bisogni sociali, cambiano i modi del produrre, con l ’ innova zione tecnologica e scientifica. Indicatori di diverso tipo — demo grafici, sociali, urbani, ecc. — ma di ugual segno, esprimono la fine dell ’ espansione e l ’ evoluzione della domanda di trasformazione. Sul piano demografico, finiti i grossi processi migratori, la popolazione dei centri urbani non cresce più, anzi cala, registrando quali fatti emergenti, la progressiva diminuzione della dimensione
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