Transizione 1985

tempo. Le 250 grandi aziende che operano nella CEE (200 delle quali membri della European Industriai Research Management Associa- tion, o EIRMA), svolgono qualche forma di pianificazione tecno logica, non senza programmi di ricerca orientata a lungo termine. Questi ultimi sono indispensabili se si vuole ridurre il rischio di decidere in condizioni di ignoranza, cioè di lanciarsi su costosi programmi di sviluppo, mentre stanno evolvendo altre tecnologie che renderanno obsoleti tali programmi anzitempo. Il caso del dispositivo Josephson è indicativo. La IBM, dopo un decennio di sforzi e investimenti, ha chiuso questo settore (120 persone), perché la tecnologia basata sui dispositivi al GaAs è più promettente. La ricerca orientata a lungo termine dovrebbe coinvolgere la collaborazione tra l ’ industria da una parte e l ’ Università e i Cen tri di ricerca pubblici dall ’ altra. Una seconda difficoltà della pianificazione tecnologica delle aziende sta nel fatto che il management della ricerca in generale ha un accoppiamento debole coll ’ apparato centrale responsabile del le decisioni. A livello governativo in molti casi vi è una intensa pianifica zione tecnologica, condotta da burocrati, eventualmente competen ti sul piano tecnico. Ma in generale essi mancano della necessaria sensibilità ai vincoli industriali rispetto agli investimenti, alla ri conversione o ristrutturazione produttiva, al marketing, e così via. La situazione è soddisfacente nelle aree in cui i governi stessi sono gli acquirenti dei prodotti dell ’ industria: è questo il caso degli armamenti, degli impianti elettronucleari, delle telecomuni cazioni. Ciò è in parte connesso col fatto che i vincoli imposti dalla competizione in un mercato aperto sono deboli o assenti. In Giappone il ruolo governativo è stato positivo. La piani ficazione è al livello della ricerca, ma la scelta dei programmi non è affidata ai burocrati del MITI, per eccellenti che siano. Sono le più importanti compagnie industriali di un determinato settore che elaborano un programma comune e le linee di cooperazione con le Università. Ciò non limita tuttavia la competizione più dura, una volta che i prodotti abbiano raggiunto il mercato.

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