Transizione 1985
necessità di collaborazione fra i vari paesi è vista prioritariamen te nel campo della ricerca di base e dei progetti di Ricerca e Svi luppo a lungo termine e ad alto rischio, dunque evitando di in terferire con la concorrenza, al libero gioco della quale è affidato 10 sviluppo della tecnologia d ’ applicazione commerciale immedia ta. L ’ impiego esclusivo dei finanziamenti pubblici per squilibrare 11 gioco normale della competizione internazionale nello sviluppo dei prodotti e dei processi è visto come una possibile minaccia. Forse questa impostazione è realistica; non dobbiamo dunque stupirci quando veniamo a sapere che la Fidia, un ’ industria far maceutica italiana con 630 dipendenti, si prepara a investire per la ricerca 120 miliardi in cinque anni negli Stati Uniti, favorendo la tendenza degli americani ad allontanare i centri di ricerca in dustriale dai paesi concorrenti. Oggi sembra che la Olivetti voglia rinunciare a condurre ricerche in proprio, delegando la potente multinazionale ITT, colla quale ha stretto un accordo. Del resto, perché stupirsi? La potente Hoechst qualche anno fa ha investito cinquanta milioni di dollari per ricerche svolte negli Stati Uniti. Ma sul grosso problema della disoccupazione, che « con il suo costo umano e sociale, è una preoccupazione grande per i nostri paesi », non si va molto oltre la constatazione che « secondo i casi, le decisioni individuali creeranno nuovo impiego nelle im prese che innovano, o, al contrario, porteranno a licenziamenti ». In complesso, può anche darsi che, in un primo tempo, queste innovazioni « sopprimano più posti di lavoro di quanti non ne creino ». La cooperazione scientifica e tecnologica « potrebbe in fluenzare positivamente il progresso tecnico e l ’ occupazione ». Queste schematiche osservazioni non pretendono di fare giu stizia sommaria di un serio sforzo di elaborazione, anzi vogliono sottolineare che il problema è tanto complesso che nemmeno il più rispettabile brain trust che la CEE ha saputo esprimere è in grado di suggerire soluzioni più convincenti. La crisi del « welfare state », di cui tanto si è discusso in questi anni, non poteva rice vere un avallo più chiaro ed esplicito. 10. Ricerca e crescita economica Eppure, che esista un rapporto almeno fra gli investimenti, umani e finanziari, in Ricerca e Sviluppo e crescita economica, è confermato da molte analisi. Consideriamo ad esempio la per 15
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