Transizione 1985
lavoro rispetto a quelli comportanti creazione di nuovi impieghi. In tal modo, infatti, da un lato si privilegia l ’ innovazione di pro cesso (dove è inevitabile una contrazione occupazionale) rispetto a quella di prodotto, che viceversa allarga la base produttiva; dal l ’ altro si riduce l ’ impegno diretto nelle fasi a monte della produ zione di beni e servizi (ricerca, sviluppo, ingegnerizzazione), che resteranno a maggiore intensità di lavoro. Ma non è tutto. Il de classamento del paese riduce altresì le opportunità di presenza sui mercati internazionali non solo nei prodotti di punta, ma anche ne gli altri, per la inevitabile ridotta capacità di fornire servizi integrati (assistenza, training, adattamento della tecnologia, ecc.), quando questi richiedano un aggiornamento tecnologico molto spinto: le conseguenti, minori opportunità produttive, renderebbero impos sibile creare o conservare un certo numero di posti di lavoro. 1. Ambiente e sviluppo economico Salta la tradizionale distinzione fra settori tecnologicamente avanzati e settori maturi, tutti essendo investiti dai processi di trasformazione. Se tutti i settori saranno interessati dalle nuove tecnologie, se si produrranno in modo nuovo sia l ’ automobile sia i tessuti, e nuovi e diversi saranno i servizi, diventa drammatico il futuro per quelle attività produttive che fino ad ora sono so pravvissute, e talvolta hanno anche prosperato, negli interstizi del sistema, mentre saranno ineluttabilmente spazzate via dalla concorrenza delle produzioni tecnologicamente più avanzate. Un esempio su scala mondiale riguarda il decentramento produttivo verificatosi negli ultimi venti anni, che ha spostato nei paesi emer genti del terzo mondo attività ad alta intensità di manodopera: industria automobilistica, industria tessile, industria dell ’ abbiglia mento. Dal momento in cui in questi settori sono entrate le nuove tecnologie, che riducono drasticamente il peso della manodopera, si sta verificando un ’ inversione di tale processo: l ’ automobile, l ’ in dustria tessile, l ’ industria dell ’ abbigliamento tornano tra le aree forti. In futuro fenomeni analoghi riguarderanno i rapporti all ’ in terno dell ’ aria capitalistica sviluppata fra aree forti e aree deboli. Ma non è tutto. La verifica dei fattori determinanti per una politica di sviluppo fortemente innovativa, là dove questa si sta verificando su larga scala o anche in dimensioni più modeste (è il caso di alcuni recenti minimiracoli in certe zone d ’ Italia), ha con 31
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