Transizione 1985
« come l ’ Università medioevale era apolide perché universale, l ’ U- niversità di domani non può che essere regionale ». È una conce zione che mi trova in totale disaccordo se intende sottovalutare la necessità primaria di rimanere ancorati, di partecipare al dibat tito scientifico internazionale. L ’ ecumene scientifica è una realtà concreta, che non cessa di produrre le conoscenze capaci di cam biare la vita della gente per il solo fatto che se ne svela la natura sovrastrutturale. Vorrei sottolineare con forza che se oggi ci sono settori dell ’ Università in grado di collaborare con le forze produt tive del paese nel processo di trasformazione, ebbene questo avvie ne perché in quei settori si è lavorato per vent ’ anni, con uno studio matto e disperatissimo, per non essere emarginati dalla comunità scientifica internazionale. Vorrei anche ricordare che non manca, in ambienti politici e universitari chi si interroga sull ’ utilità di questo faticoso inseguimento e che sostanzialmente si riconosce nella po sizione di quel professore della scuola di Irragionevolezza imma ginato da Samuel Butler il quale affermava che essere in anticipo sulla propria epoca è immorale e che l ’ eccesso di pensiero è una delle forme più ignobili di vizio: ma quello era l ’ universo di Erehwon, il mondo alla rovescia. L ’ immagine che nel mio Dipartimento preferiamo proporre dell ’ Università è quella di una figura bifronte: una faccia rivolta al mondo della ricerca cosmopolita, l ’ altra destinata al dialogo con le forze produttive. Con un delicato lavoro di interpretazione, semplificazione e adattamento è possibile oggi trasferire dall ’ uno all ’ altro piano di riferimento le informazioni e le suggestioni indi spensabili per delineare le più probabili linee di sviluppo. Con soddisfazione possiamo constatare che tale lavoro è già iniziato anche in sede locale: il mio Dipartimento (mi limito alla mia esperienza, che comunque si riferisce al più grosso Dipartimento dell ’ Ateneo bolognese, anche perché la situazione è analoga a quella di altri Dipartimenti di Elettronica ed Informatica italiani) sta già sviluppando un programma di informazione e aggiorna mento concordato con l ’ Associazione Industriali, ricco di interessi e soprattutto di possibili sviluppi da immaginare e impostare con cautela e realismo. La nostra esperienza di gestione delle strutture di ricerca ci invita a preferire la geometria del continuo a quella del discreto. Sia pure con i condizionamenti che derivano da tale prudente valutazione delle proprie forze e capacità, c ’ è un compito che oggi viene chiaramente avvertito come proprio dai dipartimenti uni 40
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