Transizione 1985
fronto con la piccola industria, e in particolare con quella locale che ha costruito i suoi successi più sull ’ abilità degli imprenditori nell ’ inseguire l ’ innovazione, surrogando con fantasia e sensibilità del mercato l ’ aggiornamento tecnologico diretto. Ricordiamo, a questo proposito, che secondo uno studio recente della Camera di Commercio soltanto il 15,8% delle imprese censite mette a bilan cio fondi specifici per l ’ aggiornamento professionale, ma se si di saggrega quel dato in funzione delle dimensioni dell ’ azienda si trova che sono principalmente le grandi e medie imprese ad in vestire in aggiornamento del personale: il 50% di quelle con oltre cinquecento addetti, il 31% di quelle con un numero com preso tra centocinquanta e cinquecento. Il raccordo rimane tuttavia problematico in senso assoluto. L ’ Università è mal utilizzata, per sua natura e destinazione, quan do viene chiamata a cimentarsi con problemi specifici e contingen ti, ammesso che sia in grado di farlo. La sede più propria sembra piuttosto da ritrovarsi negli Istituti Tecnici che occorre rilanciare come centri di diffusione della cultura tecnologica e di supporto per la piccola impresa. In questo senso ci si attende da tutti una risposta meno formale e più propositiva al programma di riqua lificazione degli Istituti Comunali avviato dall ’ Assessore all ’ istru zione Superiore del Comune di Bologna, la lungimiranza e il co raggio del quale programma andranno anteposte nella valutazione complessiva alle inevitabili difficoltà. Mi piacerebbe che almeno in questa occasione venisse smentita la convinzione di Dostojevskij secondo il quale l ’ umanità non riconosce i suoi profeti ma venera poi coloro che ha torturato. Sono convinto della necessità di la vorare, ma lavorare tutti e con stile cooperativo, affinché attorno agli Istituti Tecnici, con la collaborazione dell ’ università e degli Enti di ricerca, possano sorgere centri intermedi di sostegno alla piccola industria, di studio, sperimentazione, attenzione verso le tecnologie emergenti, e ancora una volta non intendo inventare nulla poiché sto semplicemente riproponendo la funzione di strut ture ben sperimentate all ’ estero (« Ingenieurschule », « Fraunofher- institut »). Mi preme infine fare cenno a un tema, quello delle forze della ricerca, che è un poco il leit-motiv di tutte le riflessioni, anche recenti, destinate al futuro dell ’ università. L ’ Università, meglio, alcuni settori di essa, mostrano volontà e capacità di reazione di fronte ai compiti e ai problemi: potrei citare al riguardo opinioni di autorevoli settori industriali abitualmente, e per nostra fortuna, 43
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