Transizione 1985

mano a mano che dagli anni recenti ci si sposta verso il periodo che vide la sua affermazione d ’ intellettuale moderno, per non parlare degli anni della giovinezza a La Chaux-de-Fonds, anni entro i quali egli cerca credibilità come docente, architetto, pittore e scrittore di cose d ’ arte. Ciò accade sostanzialmente per due mo tivi: 1) il disordine ingenerato dalla “ genericità ” degli studi e delle ricerche su Le Corbusier; 2) la complessità della cultura entro la quale egli si forma: l ’ ambiente degli intellettuali del socialismo pacifista della Svizzera Romanza, vasta diaspora da cui emergono le figure di L ’ Eplattenier (il maestro di Jeanneret), di William Ritter (saggista, reporter, critico d ’ arte e pittore egli stesso), di Adolphe Appia (lo scenografo considerato l ’ inventore della sceno grafia moderna), di Jacques Dalcroze (musicista, inventore del me todo di educazione ritmica che prenderà il suo nome), e quelle dei due fratelli Vaneyre (letterati ed internazionalisti). Con molti di costoro Jeanneret ha stretti rapporti prima e dopo il 1907, anno del suo primo viaggio esplorativo oltre i confini dell ’ universo neu- chatelese; con altri, come Appia, ad esempio, i contatti sembrano, allo stato attuale delle ricerche, più casuali, ma non per questo meno gravidi di conseguenze per le scelte operate in quegli anni e per l ’ influenza che esse avranno sulle motivazioni intellettuali del suo lavoro. Nella premessa all ’ introduzione del mio libro * ho cercato di tracciare una rapida sintesi temporale degli studi che sono stati condotti su questo singolare ed intricato momento della vita di Jeanneret, e ad esso rimando. Se il quadro non è ancora comple to, il suo contorno però comincia a delinearsi con una certa pre cisione. Ciò è stato possibile sostanzialmente grazie ad alcuni re centi ritrovamenti effettuati durante le ricerche per l ’ edizione ita liana del Viaggio in Oriente e coi quali è poi stata organizzata la mostra di Bologna. Mi riferisco a: 1) il testo manoscritto del Voya- ge d ’ Orient (lungo reportage in cui Jeanneret annota le sue im pressioni di viaggiatore tra Vienna, Istanbul e Roma); 2) l ’ episto lario con William Ritter (410 lettere scritte da entrambi tra il 1910 e il 1918; 3) tre dei 6 Carnet di disegni e appunti stesi du rante l ’ itinerario d ’ Oriente; infine 4) (e questa è forse la più ec cezionale scoperta) le 400 lastre fotografiche che ritraggono pae ­ * Giuliano Gresleri, Le Corbusier Viaggio in Oriente. Gli inediti di Cb. E. Jean neret fotografo e scrittore, Venezia 1984, Marsilio - Fondation - Le Corbusier. 46

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