Transizione 1985
saggi dell ’ Europa balcanica, della Turchia e dell ’ Italia meridionale, e che costituiscono coi 70 disegni recuperati in Svizzera un ma teriale di grande significato per la comprensione del momento di cui stiamo trattando. Dalla lettura e dalla decodificazione di questi documenti spes so “ oscuri ” , sovente pressoché illeggibili, è possibile cogliere con precisione, malgrado la vastità e l ’ eterogeneità dei fatti che vi sono accolti, lo specifico della “ diversità intellettuale ” di Jeanneret. Nel “ Fondo Ritter ” di Berna, forse la più copiosa fonte di notizie inedite per quanto concerne l ’ oggetto del nostro studio, si trovano raccolti quasi tutti i documenti appartenuti allo scrittore svizzero. Vi sono state individuate numerose lettere (praticamente l ’ intero “ epistolario d ’ Oriente ” ) tra Jeanneret e lo scrittore, dalle quali emerge una insospettata quantità di informazioni preziose riguar danti quei mesi, le motivazioni culturali di un simile viaggio, i precedenti a Berlino, a Monaco e a Parigi. La stessa figura di Ritter, assieme a quelle di altri personaggi dell ’ ambiente intellet tuale neuchatelese, si coglie con insospettata chiarezza: l ’ intensità dei rapporti che il futuro Le Corbusier aveva avuto con questo ambiente e con questi protagonisti, era apparso subito assai più determinante di quanto non fosse sembrato (almeno per quanto concerne quel periodo) l ’ ormai classico riferimento a L ’ Eplatte- nier. William Ritter, era nato vent ’ anni prima di Jeanneret, nel 1867. Figlio di un ingegnere incaricato di importanti lavori nella Francia meridionale, dopo il rientro del padre nella città natale di Neuchàtel, vi aveva frequentato il Collegio latino e il ginnasio. La sua formazione artistica era avvenuta tra lo studio dei classici (soprattutto Fidia, Donatello e la scuola fiorentina), il museo di Neuchàtel, lo studio della musica, e l ’ osservazione degli acquerelli di Paul Bouvier che era stato il maestro di L ’ Eplattenier. Instal latosi a Vienna, dopo il 1905, Ritter compie numerosissimi viaggi sul Danubio, in Romania, in Boemia e successivamente in Italia fermandosi a Firenze dove soggiornerà a lungo nei dintorni di Fiesole. Durante il soggiorno rumeno aveva avuto modo di cono scere a fondo l ’ ambiente delle campagne di Campina e Passarea, allora ritenute luoghi incontaminati, che saranno più tardi de scritti e fotografati anche da Jeanneret, spinto su questi itinerari orientali, per lui altrimenti privi di motivazione, dai racconti e dalle “ raccomandazioni ” di Ritter. Non è stato ancora possibile chiarire con attendibilità in che cosa sia consistita invece l ’ esplo 47
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