Transizione 1985

razione toscana di Ritter. L ’ ambiente fiorentino e la sua intelli ghenzia, tutta protesa in quegli anni di fervore dannunziano ad una rivisitazione della tradizione classica, erano comunque osser vati dallo scrittore svizzero con particolare attenzione. Altri espo nenti dell ’ ambiente neuchatelese si erano stabiliti in Toscana negli stessi anni e a Firenze Vaneyre oltre a risiedervi per lungo tempo ambienterà come vedremo la sua opera principale. Sembra che in questa occasione Ritter abbia visitato e descritto la Certosa del Galluzzo che la tradizione vuole più tardi “ scoperta ” da Jeanneret che ne farà una specie di “ memoria ricorrente ” , pun to di riferimento al quale ancorare la sua teorizzazione sugli spazi domestici e collettivi. Rientrato in patria, lo scrittore è nominato lettore di francese del principe Rupprecht di Baviera. In questo periodo sono anche in circolazione tutti i suoi scritti più noti: Réves vécus et vies rèvées: Aegyptiaque (1891); Le royaume de Carmen Sylva: de Bucarest à Sinaia (1894), Pierre Loti aux Lieux- Saints (1895), Prague nocturne (1896), Leurs lys et leurs roses (1903), L ’ entétement slovaque (1910). Si tratta di opere lette e conosciute da Jeanneret in cui ricorrono alcuni temi: l ’ esotico, la curiosità per il “ diverso ” , il tema del viaggio nel suo significato di trasferimento non solo fisico, ma anche intellettuale di una cultura in un ’ altra col complesso intreccio di interessi pratici e di spinte ideologiche, romantiche, poetiche, di curiosità erotiche che inda gano con malcelata insistenza l ’ anima femminile, esaltano la bel lezza dei corpi, ne osservano le forme alle quali sono paragonate sovente le figure architettoniche della classicità. Vi traspare spes so il tema dell ’ attaccamento nostalgico al luogo natio e la spinta a superarne i limiti angusti per proiettarsi nel desiderio di dure esperienze che attingono ai miti della grecità, esprimendo allo stesso tempo il “ bisogno del ritorno ” , dando quindi un senso al l ’ esplorazione che ha nella “ narrazione ” il suo atto consacratorio (...) il suo tributo finale. Quando Jeanneret frequenta a Monaco la casa di Ritter, L ’ en- tètement slovaque, con tutto il suo denso orientalismo, è in corso di pubblicazione. Il contenuto del libro è al centro delle discus sioni tra Ritter e Jeanneret. La corrispondenza che i due si scam biano in questi mesi è estremamente utile per cogliere la sostanza degli interrogativi posti da Jeanneret all ’ intellettuale la cui figura emerge da queste note con un ruolo assai chiaro che serve per comprendere quelle che appaiono le almeno singolari scelte e curiosità dell ’ interlocutore. 48

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