Transizione 1985

La conoscenza dell ’ Europa Balcanica di Ritter è tutt ’ altro che letteraria e, quando egli azzarda descrizioni di luoghi e fatti archi tettonici alla comprensione dei quali spinge Jeanneret, l ’ interesse potremmo dire antropologico, sembra avere il sopravvento su quello cronacistico e tradizionale. Non a caso la sua grande ami cizia di questi anni è con un pittore “ verista ” come Nicolae Gri- gorescu, il principale esponente della Secessione rumena. Ritter è uno scrittore della classicità, nel senso che il suo interesse è fon damentalmente orientato a cogliere quegli aspetti del reale che possono essere letti come costanti dell ’ avventura intellettuale del l ’ uomo. E anche quando egli sembra interessarsi della contempo raneità lo fa con l ’ intenzione di stabilire un confronto, di vedere quanto nella civiltà contemporanea resti dello spirito classico, quan to di questo possa essere recuperato con l ’ intento di imprimere al presente un corso diverso. Le tecniche della civiltà moderna sa ranno utili, egli sembra voler dire e come vedremo ancor meglio ribadito da Vaneyre, nella misura in cui potranno agevolare la restaurazione di questa “ classicità di intenti ” , verso la costruzione di un mondo “ messo in ordine ” , che si oppone alla casualità della civiltà industriale e che ristabilisca precisi valori di riferimento. Jeanneret si dimostra particolarmente sensibile a questo modo di vedere. Le sue letture vanno infatti nella stessa direzione. Scriven do ai genitori dopo pochi mesi trascorsi in Germania sogna un tra sferimento a Roma «... sono ossessionato da una visione: splen denti linee rette, rapporti slanciati e classici; chiarezza all ’ infinito nelle armonie, sole intenso e tramonti di una purezza da farvi morire d ’ estasi, una pianura arida e nuda, ma degli Appennini az zurri. E poi dei cipressi. Roma! ». L ’ immagine del mondo classico, colta per ora attraverso ciò che vi è di più immediato per accostarsi alla sua cultura, cioè il mondo delle forme plastiche, si alimenta di letture che hanno un rapporto diretto col Mediterraneo e una attenzione tutta partico lare agli avvenimenti dell ’ archeologismo del tempo. Occorre ri cordare che egli aveva già colto il tema del “ rapporto tra classi cità e moderno ” fin dal 1907, nell ’ impatto con la proposta di Garnier che nei tipi usati per i nuovi quartieri della Cité industrielle fa espliciti riferimenti alla tradizione del “ purismo ellenico ” alla quale non erano insensibili neppure le figure dei maestri del ce mento armato i fratelli Perret, presso i quali Jeanneret lavora a Parigi nel 1908. A Roma, che resta per Ritter e Jeanneret un riferimento es 49

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