Transizione 1985

senziale, un luogo intellettuale privilegiato, gli anni tra la fine dell ’ 800 e il 1910 non sono anni qualsiasi. I grandi avvenimenti che scuotono la cultura internazionale, incalzando da vicino anche le ricerche artistiche di buona parte dell ’ avanguardia europea, coin cidono con l ’ emozione per i ritrovamenti e gli scavi pompeiani di Fiorelli — condotti con continuità tra il 1895 e il 1900 — scavi che portano alla luce l ’ insieme della Casa dei Vetii, la Casa delle Nozze d ’ Argento, quella degli Amorini dorati e di Lucrezio Fron tone. Il materiale iconografico che viene divulgato è impressio nante: si tratta di foto, rilievi e piante, calchi, particolari al vero e pezzi originali che vengono esposti con continuità dall ’ inizio del secolo. Per quanto riguarda il versante greco occorre poi ricordare il viaggio in Grecia e i relativi schizzi di studio che Garnier ela bora in quello stesso 1903 in cui Sir Arthur Evans riferisce dei risultati delle campagne di scavo da lui condotte a Cnosso a partire dal 1900. Allo stato attuale delle ricerche è arduo affermare se Jeanneret abbia avuto contatti diretti con queste esperienze ma tutto fa sup porre che, attraverso L ’ Eplattenier prima — frequentatore a Pa rigi del così detto “ gruppo di Villa Medici ” — e di Ritter in se guito, egli abbia potuto accedere ad una conoscenza di alcuni momenti che hanno riflessi fin troppo palesi con i luoghi delle sue soste e delle sue esplorazioni orientali. Basti pensare al signi ficato che può aver avuto per questi intellettuali il contributo for nito da Bigot alla conoscenza della città classica con la sua « Pian ta dettagliata di Roma antica », agli studi di Hulot su Selinunte (città che Jeanneret, intendeva inserire nel suo itinerario), di Prost che si impegna nel 1905 in un rimontaggio cartografico di Co stantinopoli con la “ ricostruzione ” del palazzo imperiale di Bi sanzio o alla proposta per Spalato, redatta nel 1908 da quella singolare figura di architetto che è Ernest Hebrard, la cui vicenda personale si intreccia a quella di Le Corbusier fino al 1930 con i vari progetti per la costruzione della Città Mondiale, la Pax-Polis del lago di Lémano. Il fatto che gli architetti antichi vengano riscoperti in questi anni anche da Jeanneret come “ costruttori di città ” e il ricorrente riferimento che ad essi è fatto da parte della scuola francese, deve essere letto proprio nel tentativo di legittimare una tendenza a concepire l ’ intervento moderno come un intervento “ perfezionan te ” che, in questi illustri precedenti, avrebbe il suo dato probante. Non a caso il primo scritto impegnativo di Jeanneret — ancora 50

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