Transizione 1985
letterario e figurativo cui Jeanneret ebbe accesso prima del suo viaggio in Oriente. Se la maggior parte delle sue letture viene di rettamente da segnalazioni di Ritter, occorre ricordare che tra il 1907 e il 1908 egli aveva frequentato con assiduità il Louvre de dicandosi soprattutto allo studio dei primitivi italiani: Duccio, Giotto e i Senesi. Ma le sue curiosità erano andate oltre. Nel testo del Voyage egli cita con grande disinvoltura esponenti della tra dizione orientalista come Alexandre-Gabriel Decamps, Delacroix e Puvis de Chavannes che era stato maestro di quel Ludwig Hoff- man, i cui soggetti-romani e mediterranei saranno al centro di lunghe conversazioni tra Jeanneret e Ritter. Già dal 1903 la nuova sistemazione del Louvre aveva dato evidenza alla opera di Vernet i cui “ soggetti islamici ” sono tra le cose di maggior interesse, dal punto di vista documentario, per capire come era vissuta dagli intellettuali del tempo la “ diversità ” orientale. Più difficile co gliere il significato che il lavoro di un “ reporter ” figurativo della forza di Géròme possa aver avuto nella individuazione degli inte ressi di Jeanneret, mentre è scontata la sua grande conoscenza di Ingres pittore che sarà al centro di molte indagini figurative negli anni de “ L ’ Esprit Nouveau ” . Giunto in Turchia, le sue prove letterarie, cimentandosi cioè nella descrizione dei luoghi della tradizione esotica, dimostrano una reale conoscenza di celebri pagine. Abbiamo visto l ’ uso che ha saputo fare di quelle di Renan e Loti, ed è assai probabile che tra le cose lette furiosamente durante il soggiorno tedesco, ci siano stati classici come le Lettres Persanes di Montesquieu o le Orien tale s di Hugo. Si tratta del resto dei capisaldi di un ciclo letterario destinato a lasciare profonde tracce nella narrativa del XIX e del l ’ inizio del XX secolo. Le interpretazioni che tutti questi autori danno della realtà orientale è, del resto, assai meno fantastica di quanto si possa credere. Quasi mai si tratta di semplici viaggiatori, la maggior parte di costoro, attraversata l ’ Europa, si imbarcava a Marsiglia o a Trieste col progetto di risiedere almeno un mese, come consi gliava Charles Garnier ai suoi allievi, ad Istanbul. Decamps, dopo aver attraversato la Grecia, si stabilì a Izmir dove dipinse le cose migliori del suo ciclo turco, destinate come poche altre ad acce lerare la curiosità degli intellettuali europei per il Medio Oriente. Nel Souvenir d ’ Egypte, Edmond About descrive con toni lirici « cette grande féerie qu ’ on appelle un voyage en Orient », senza nulla togliere al verismo delle sue cronache e delle sue descrizioni
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