Transizione 1985

creativa e produttiva. Si potrà osservare che quello è il periodo della grande speranza nella società industriale e pertanto si avvertiva il fascino di un futuro innovativo (riassunto emblematicamente nell ’ insegna posta sulla fabbrica presentata al Deutscher Werkbund a Colonia: “ la materia è in attesa della forma ” ). Ma è anche vero che l ’ apporto prettamente disciplinare — per il quale ha luogo la chiamata selettiva dei migliori — unificherà ricerca di sintesi e ricerca di qualità, obiettivi ardui da conseguire in quanto i componenti integrabili erano realmente prodotto di innovazione, cioè di effettiva ricerca. La spiegazione che Gropius dà del termine “ razionale ” in ar chitettura — come di corrispondente alla ragione — può colle garsi alla chiamata in causa anche delle scienze umane e sociali, al concorso interdisciplinare. Questo coinvolgimento apre ad un ’ azione collegiale, ad una coralità che Gropius dimostrerà di accogliere per primo essendo il suo nome in calce ai progetti quasi sempre unito a quello di altri e, spesso, collocato in ordine alfabetico. A noi interrogarci se la ricerca abbia una proiezione concreta nell ’ utilità sociale, se il concorso di più voci sia una pratica attiva del mutuo ascolto oppure un espediente di facciata. Anche scendendo di scala il senso dell ’ unità resta presupposto ed a un tempo meta allorché si tratti di coniugare arte e tecnica, artigianato e industria. “ Animare il prodotto morto della mac china — diceva Gropius — senza distinguere ideazione ed esecu tività, così da fondere teorizzazione e pragmatismo ” . A questa presa di coscienza corrisponde alla distanza una pro gressiva perdita del senso della sintesi anche alla scala minore. Infatti, l ’ immensa proliferazione della serialità ha sì condotto ad una diffusione dell ’ oggetto — rendendone possibile la contem poranea proposizione in gran parte del mondo — ma ha anche portato a vedere prevalentemente il mondo solamente come una gi gantesca area di mercato. Quando sono emersi nella reale dimensione i problemi del mondo come oggi appaiono, ha perduto in proporzione rispetto ad essi il godimento della forma oggettuale. Intendiamoci: non che la qualità sia un obiettivo che decade di importanza. Si scivolereb be pericolosamente nella improponibile graduatoria delle presunte inutilità, mentre resta significativa al riguardo la profonda e iro nica esclamazione di Gropius sulla forma come sintesi, quando co 67

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