Transizione 1985

dando risposta a Fischer — i modi di inventare il dettaglio indu striale, il supporto alla parziale accessibilità tecnologica delle gran di masse e si rende flessibile, non schiavo del monolitismo produt tivo. Il ripensamento sulla macchina investe perciò il ruolo del l ’ uomo, un uomo la cui presenza diretta sembra ora venire gra dualmente esclusa, mentre la grande concentrazione perde di ef ficacia. A noi interrogarci per indagare sul destino di un'avventura iniziata invocando “ la perfezione del mestiere" (manifesto del Bauhaus nel 1919). Vorrei avviarmi alla conclusione con un ’ ultima riflessione che interessa la funzione dell ’ architettura, alla quale Gropius affidava letteralmente “ il dominio ” sulle altre arti e la capacità di inter pretare la tecnologia. Marcel Franciscono — nella sua analisi del Bauhaus — chiama l ’ architettura “ vocazione nostalgica ” collocandola nell ’ ambito del l ’ utopia di quella scuola. In effetti, il Bauhaus muoveva dal con vincimento d ’ essere luogo innovativo della didattica e della spe rimentazione tecnico-artistica-industriale del proprio tempo, forse “ il luogo ” per eccellenza, permanendo un velo diffidente verso al tre scuole che peraltro — come la olandese — influenzeranno il Bauhaus fino a produrne l ’ aggiornamento dei programmi operato nel ’ 23. Un luogo importante, comunque, come altri vi furono nella storia. Ma anche il termine “ utopico ” non è arbitrario ed estraneo al linguaggio del Bauhaus. La funzione dell ’ utopia è anche quella di anticipare l ’ esperien za, anzi di prefigurarla con grande coraggio e spirito di libertà; un ’ utopia come “ trascendenza del dato reale ” direbbe Mumford. Nell ’ utopia risiede infatti la forza di ciò che non è ancora, ma che può essere, anzi che avanza, e quindi essa preannuncia il pro gresso e lo rende possibile. Non siamo stati mai così attenti come ora alla rilettura di Orwell. C ’ è però un passo importante negli scritti di Gropius nel quale si afferma che oggi (il tempo in cui scrive) non si può essere tanto creatori, quanto piuttosto ricercatori e suscitatori. Solo la ricerca continua porta a individuare — secondo Gro pius — ciò che un giorno può cristallizzarsi. E parla di un duro sentiero che va percorso nella più profonda modestia, consapevoli 70

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