Transizione 1985

almeno parzialmente con la tirannia, intendendo per tirannia non l ’ usurpazione del potere, ma il potere che è esercitato nell ’ interesse di chi governa e non per il bene comune. La tirannia è pertanto quella forma di dominio politico in cui è dato riscontrare una permanente opposizione di interesse fra governanti e governati. Per semplicità parlerò soltanto, d ’ ora in avanti, di dispotismo, nel significato di governo arbitrario esercitato principalmente nel l ’ interesse di chi governa. Come tale il dispotismo è il contrario dello stato di diritto, ovvero di tutte le forme di potere politico in cui la sovranità si esercita secondo la legge. Dalla minuziosa analisi di Fehér, Heller e Markus si ricava esattamente che il sistema politico sovietico è un dominio dispotico nel significato illustrato. Cerco di provare questa affermazione at traverso il riferimento ad alcuni passi del libro. Nel sistema sovietico (p. 153) vi è un ’ opposizione di interessi fra coloro che monopolizzano tutte le forme di autorità pubblica e quanti dipendono, anche nella propria attività privata, dalle de cisioni incontrollabili prese da altri. Questa opposizione di interessi si manifesta in maniera partico larmente evidente nei momenti di crisi sociale aperta. In queste circostanze l ’ intera popolazione governata si scopre come un “ grup po sociale unificato avente gli stessi interessi di fondo in contra sto con gli interessi dell ’ apparato ” (p. 156). L ’ apparato, e questo avviene nei periodi ‘ normali ’ , si appropria del surplus socialmente prodotto in una maniera che è in netto contrasto sia con gli inte ressi materiali immediati sia con gli interessi di lungo periodo dei lavoratori. Solo l ’ apparato, infine, ha la possibilità e il diritto di perseguire i propri interessi (p. 154). Nel sistema sovietico si ha dunque quell ’ opposizione di inte ressi che, come ricordavo all ’ inizio, è sempre stata riconosciuta co me uno dei caratteri distintivi del cattivo governo. Nello stato di diritto il popolo è sovrano e per ciò tutti sono cittadini. Nel socialismo reale il sovrano è il partito (p. 188). Co me nel dispotismo, i sudditi non hanno alcuna voce in capitolo nelle decisioni pubbliche (p. 153). Fra i sudditi vige una egua glianza negativa: sono tutti ugualmente esclusi dalla partecipa zione e dal controllo sulle reali decisioni pubbliche e da qualsiasi forma di esercizio del potere politico (p. 161). Fra i sudditi del sistema sovietico vi sono differenze, anche rilevanti, per quanto concerne le condizioni di vita, il reddito, il prestigio; ma sono tutti, ugualmente, non-cittadini. 92

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