Transizione 1985
Il sovrano, nel regime dispotico, esercita il potere arbitraria mente e non è soggetto a regole. Anche il partito-sovrano del si stema sovietico esercita il potere in modo arbitrario. La volontà del sovrano può essere più o meno arbitraria a seconda dei periodi, ma non diventa mai una volontà vincolata da leggi (p. 197). Come il sovrano di Hobbes, il partito non ha obblighi verso i sudditi (p. 241). La stessa definizione di ciò che è lecito e di ciò che non è lecito, non dipende da regole esplicite; qualsiasi aspetto della condotta individuale può diventare criminale o meno a se conda della ‘ volontà tirannica del sovrano ’ . Anche le regole che presiedono al funzionamento della buro crazia possono essere annullate dagli ordini del sovrano (p. 210) e questo è, come tutti sanno, uno degli aspetti che da sempre con traddistingue il malgoverno. Il dispotismo, lo ricordavo all ’ inizio, è per eccellenza il go verno arbitrario che si oppone al potere che viene istituito ed è esercitato nel rispetto di certe regole. Nel ‘ socialismo reale ’ , leg giamo in uno dei capitoli finali del libro, “ il sistema legale formale è sostituito dal capriccio sostanziale più casuale o dalla volontà arbitraria di un tiranno individuale o collettivo ” (p. 286). Quando i sudditi ottengono dei benefici, questi sono concessi loro come ricompensa per l ’ obbedienza, non perché i sudditi ne abbiano di ritto (pp. 288-289). Del resto, quando scrivono che è del tutto lecito dire che le società sovietiche sono dominate e non gover nate, gli autori esprimono con grande chiarezza il concetto che queste società sono società di ‘ Maitres ’ e di sudditi, ovvero un dispotismo. Fra le immagini che lo Stato tende a dare di se stesso nel socialismo reale, quella del padre è certamente una delle più ri correnti (p. 213). Questa osservazione conferma ancora di più l ’ analogia fra il dispotismo e il socialismo reale: basti ricordare che già Th. Hobbes, con chiarezza esemplare, intitolava uno dei capitoli fondamentali del Leviatano ‘ Of Dominion Paternal and Dispotica? (II, 20) e mostrava la sostanziale affinità delle due forme di dominio soprattutto per quanto concerne la natura degli obblighi che i sudditi (o i figli) hanno verso il sovrano (o verso il padre). Viceversa, tutti i teorici dello stato di diritto (tanto Locke quanto Rousseau sono del tutto concordi su questo punto) prendono le mosse dalla critica delle dottrine che assimilano l ’ au torità politica all ’ autorità paterna. Se qualche dubbio dovesse ancora sussistere circa l ’ applicabilità 93
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