Transizione 1985

dizione dell ’ individuo nel ‘ socialismo reale ’ . Il pensiero politico ha ormai definito da molto tempo questa condizione: è il “ vivere servo ” contrapposto al “ vivere libero ” , per usare le parole del re pubblicano Machiavelli. Come l ’ ideologia così la morale sovietica è una morale adatta al “ vivere servo ” , non al “ vivere libero ” . Un ’ etica per cittadini, in tutte le possibili versioni, parte dal principio che l ’ autorità morale suprema è la coscienza personale e che nessuna entità collettiva (sia essa lo Stato, il partito o la classe) può dettare in maniera pe rentoria norme morali agli individui. Lo Stato può, e deve certa mente dettare le norme giuridiche, ma in una etica per cittadini tali norme sono giuste se sono considerate tali dalla coscienza per sonale dei cittadini. I cittadini inoltre, se non vogliono diventare dei sudditi, devono poter esprimere liberamente il loro giudizio sulle norme emanate dallo Stato. Un ’ etica per sudditi, o per servi, parte esattamente dal principio opposto: gli individui, eccetto il sovrano, non hanno il diritto di giudicare del giusto o dell ’ ingiusto in base a criteri che essi stessi scelgono. L ’ autorità suprema in ma teria morale è un ’ entità collettiva e spetta a questa entità il giu dizio morale definitivo. La valutazione dell ’ individuo è giusta in quanto è conforme a quella dell ’ entità collettiva, è sbagliata in quanto la contraddice. L ’ etica del ‘ socialismo reale ’ è, con tutta evidenza, un ’ etica per sudditi, non un ’ etica per cittadini. La coscienza individuale è totalmente annullata di fronte alla coscienza collettiva del partito. Le azioni sono buone se sono comandate dal partito, sono cattive se sono proibite dal partito: “ non esiste altro criterio di valore mo rale ” (p. 246). Chiunque può trovare in questa formulazione la famosa tesi del Leviatano (II, 29); ma Leviatano non ha cittadini, ha sudditi. L ’ etica bolscevica, con la totale sottomissione della coscienza individuale al partito e con la sua “ cultura della vergo gna ” (pp. 245-251) è anch ’ essa in totale contraddizione con i prin cipi etici deH ’ illuminismo. L ’ illuminismo insegna agli individui che è loro diritto in quanto persone di sottoporre istituzioni, leggi e norme al giudizio della ragione; l ’ etica bolscevica predica che spet ta al partito e solo al partito pronunciare tali giudizi. Il carattere dispotico del potere sovietico si precisa e diventa sempre più evidente man mano che ci si avvicina ai capitoli con clusivi del libro. Se di un ulteriore prova ci fosse bisogno, questa si può ricavare proprio dall ’ ultimo capitolo, dedicato alla ‘ Crisi della dittatura sui bisogni ’ . Dopo aver passato in rassegna le varie 95

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