Transizione 1985
forme di conflitto che possono aprire una crisi del sistema della dittatura sui bisogni, l ’ autore sottolinea che fra tutti sono “ molto più importanti i movimenti che portano avanti l ’ esigenza più uni versale di un sistema legale autonomo ” (p. 331). Si tratta di un ’ affermazione da condividere senza riserve. Ciò che può mettere in crisi un sistema dispotico è, più di qualsiasi altra cosa, l ’ introduzione di garanzie formali a difesa delle libertà individuali e politiche. Il dispotismo sopravvive finché la volontà del sovrano non è soggetta a regole. Si dissolve non appena l ’ au torità politica è costretta da regole formali e pubbliche ad operare entro limiti ben definiti: “ le despotisme se corrompt — scriveva Montesquieu, il massimo teorico moderno del dispotismo — lorsqu ’ il est force de souffrir quelque règie ” . Si potrebbe a questo punto porre il problema del perché gli autori hanno preferito parlare di dittatura sui bisogni anziché, più semplicemente, di dispotismo. La scelta è probabilmente dettata dalla volontà di sottolineare il carattere nuovo di un sistema op pressivo quale quello sovietico. Da questo punto di vista è certo preferibile fare ricorso ad una nuova definizione piuttosto che usare un concetto dalla storia così tormentata come quello di di spotismo. Quello che conta, al di là dei termini usati, è il valore analitico del libro e ritengo che il proposito di capire e di far ca pire cos ’ è il socialismo reale sia stato pienamente rispettato. Ricordavo all ’ inizio che la Dittatura sui bisogni vuole essere anche un contributo teorico per la ridefinizione deH ’ immagine del socialismo a partire dalla comprensione e dalla critica del ‘ socia lismo reale ’ . Dopo l ’ analisi del sistema sovietico sviluppata nei dodici capitoli del libro sorge spontanea una domanda: ‘ se il so cialismo reale ’ è una dittatura sui bisogni (o, se si preferisce, un sistema dispotico), che cosa deve essere il socialismo per essere accettabile e per evitare gli errori di quel sistema? ’ . Per rispondere adeguatamente a questo interrogativo sarebbe necessario un nuovo libro e questo nuovo libro dovrebbe sviluppare una riflessione di carattere esplicitamente normativo. Tuttavia, già dalla Dittatura sui bisogni si ricavano alcuni ele menti per rispondere alla domanda. Non si può parlare di socialismo, si legge nel capitolo intito lato: ‘ Perché la dittatura sui bisogni non è socialismo ’ , senza far riferimento a dei giudizi di valore. A mio parere questa afferma zione è giusta ed è importante. È giusta perché non si vede come 96
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