Transizione 1985

Uniti rifiutano il punto di vista secondo cui l ’ incontro di Yalta ha approvato l ’ instaurazione di una zona di influenza sovietica ” e che rifiutano pure “ l ’ accettazione passiva di una permanente sot tomissione dei popoli dell ’ Europa dell ’ Est ” . Attaccare gli accordi di Yalta è, per i sovietici, attaccare le basi del loro impero. Tali discorsi collerici non solo richiamano il periodo più freddo della “ guerra fredda ” , quando John Foster Dulles minacciava di “ riav volgere la Cortina di Ferro ” , ma alimenta anche la paranoia del Cremlino sulle intenzioni bellicose dell ’ America. Perché dobbiamo usare una tale retorica, che non serve a scopi diplomatici? Non stiamo per mandare i marines per “ liberare ” l ’ Europa dell ’ Est come abbiamo fatto a Grenada. Infine, accordi efficaci per il controllo degli armamenti richie dono la possibilità di verifica, e un governo seriamente intenzio nato al controllo degli armamenti eviterebbe scrupolosamente di costruire — o di incoraggiare la controparte a costruire — armi che non possono essere verificate. Tuttavia l ’ amministrazione Rea- gan sembra stia quasi deliberatamente cercando di escludere ve rifiche, poiché le armi ora in cantiere renderebbero la verifica dub bia, se non impossibile. Ci stiamo rapidamente avvicinando al punto di non-ritorno, quello in cui non ci può essere più speranza di imprigionare il mostro nucleare. Fino a questo punto ho limitato i commenti ad una discus sione sulla probabile risposta del presidente Reagan alla domanda su come egli pianificherebbe l ’ arresto della spirale nucleare. Non ho trovato alcuna risposta chiara. La posizione di Walter Mondale è molto più chiara. Cerche rebbe di migliorare le relazioni con i sovietici. Ridurrebbe la ve locità della crescita nucleare ed eliminerebbe progetti di tanto dubbia validità, come l ’ obsoleto aereo B1 e il ridondante missile MX. Smetterebbe di minare la validità del trattato ABM e rispet terebbe l ’ inviolabilità dello spazio esterno, rifiutando l ’ intera fan tasia delle guerre stellari. In più, cercherebbe di negoziare un congelamento nucleare, che non è un trucco, ma un giusto approc cio per fermare l ’ impulso della spirale nucleare. Naturalmente, tut to ciò offende quelli che credono come dogma di fede che sistema nucleare debba essere contrapposto a sistema nucleare, a dispetto della tremenda e sovrabbondante capacità di uccidere, e che igno rano la realtà la quale, poiché la controparte ragiona come loro, non permetterà ad essi di soddisfare questi obiettivi dottrinali. Na turalmente, come precisano i teologi nucleari, ci sono squilibri nel 113

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