Transizione 1985

rezione del Paese: l ’ alternativa democratica. In pochi anni nelle vicende del Paese e in un ’ opinione pubblica di massa assai larga ed esigente, la questione morale viene avvertita nella sua portata innovatrice e comincia ad articolarsi come leva di cambiamento riconosciuta. In due direzioni. La prima, come stimolo permanente alla revisione radicale del sistema di potere dominante di gran parte dei partiti, a partire dalla Democrazia Cristiana, e perciò del loro ruolo e modo di essere verso i cittadini, i movimenti, gli in teressi organizzati della società. E soprattutto verso le istituzioni: da rilanciare attraverso l ’ autonomia e la responsabilità diretta dei loro rappresentanti e anche con le necessarie riforme istituzionali. Diventa allora più chiaro come il permanere dell ’ attuale blocco della democrazia — e anche la sola convinzione della lontananza di un ricambio di maggioranza e classi dirigenti — rischia assai con cretamente di sovrapporre — e mescolare pericolosamente — l ’ ondata di fondo contro i partiti, alla critica del sistema di potere dominante. In secondo luogo l ’ assunzione della centralità della questione morale sollecita a fare i conti con le espressioni di distacco e di critica radicale alle forme più logore della politica; libera le ca pacità di collegamento con le sensibilità, le domande più nuove, i movimenti nel Paese e nel resto d ’ Europa e impone di misu rarne la valenza direttamente politica e la sollecitazione critica — di problema — innanzitutto per il partito, per i partiti. Le conse guenze sono rilevanti: quanto ai modi della politica, basta pensare al peso e alle responsabilità dei saperi e delle competenze nella formazione delle decisioni e nella loro verifica; quanto ai conte nuti, basta richiamare la necessità di incorporare l ’ ambiente come vincolo risorsa e misura di politiche del lavoro e dello sviluppo. Per non parlare della portata dell ’ estendersi delle richieste di re ferendum sugli armamenti nucleari che investono la vita, la stessa sopravvivenza degli individui e che mettono in discussione la de lega complessiva delle istituzioni. Il passaggio è stretto e anche rischioso, e in Berlinguer ora si riconosce largamente la consapevolezza che siamo in uno dei punti critici in cui la caduta della politica può portare a involuzioni pe santi. Ma emerge anche che nella vitalità finora mostrata da questa nostra democrazia “ la critica della politica e la lotta contro la sua autonomia producono (o almeno possono produrre) più politica; o, il che è lo stesso, fanno entrare più sociale nel politico, sottrag 119

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