Transizione 1985

gono allo Stato il monopolio della politica ” 7 . Con una duplice av vertenza. Intanto l ’ esplosione della questione morale non consente una gestione in termini puramente tattici. Lo abbiamo già visto: prima, sul caso Andreotti, le oscillazioni e poi la scelta obbligata per una forza come quella comunista e con la sua proposta politica di oggi; e poi sulla legge Visentini, nelle opzioni difficili tra blocco sociale, alleanze politiche e sistemi di potere. In secondo luogo la questione morale richiede un ’ azione di ri sanamento riconoscibile e innovazioni coraggiose innanzitutto nei partiti e nei loro rapporti con le istituzioni, l ’ adozione di misure normative che introducano chiarezza di responsabilità nell ’ azione di governo, a tutti i livelli istituzionali, e più complessivamente sbocchi politici accelerati da sorreggere con i progetti, le energie e il consenso necessari. Altrimenti — e già alcuni segni sono evidenti in questi mesi — da idea-forza e leva di rinnovamento, la questione morale può paradossalmente diventare un grimaldello per mettere tutte le forze politiche sullo stesso piano. Qui si misura ormai concretamente la possibilità di affermare quel “ tasso di eticità della politica ” che rende credibile la compa tibilità fra mezzi e fini; e che entra in tensione con l ’ autonomia della politica e del politico, in un esplicito rapporto dialettico che forse già misura i confini di legittimazione della democrazia e della sua capacità di rinnovamento del consenso. È un dato forte che aiuta a corrispondere alle esigenze diffuse di onestà e di trasparenza nel fare politica, nel funzionamento delle istituzioni. Ma si tratta anche di un elemento che dà forza proprio all ’ analisi necessaria e non feticistica “ del governo e del decidere ” , senza identificare né esaurire il politico in “ un concetto altamente formalizzato, che insiste di più, per distinguersi, sul l ’ uso raffinato di determinate procedure e regole di comportamento , che non sulle definizioni progettuali di contenuti e valori ” . In fatti la riproposizione dell ’ assunto che “ la politica potrebbe diven tare in futuro, probabilmente, soprattutto una arte, una tecnica spregiudicata per fronteggiare il non consenso ” 8 , oltre ad essere velleitario per una forza di trasformazione che si regge sul con senso esteso e consapevole, si presenta oggi come la variante peri colosa di quella continuità del trasformismo che si fonda proprio sulla impossibilità del ricambio di maggioranze, metodi di governo e classi dirigenti. Per stare a noi: è proprio di una forza che si muove per con 120

Made with FlippingBook flipbook maker