Transizione 1985

shochschule di Lipsia, che egli immaginava come un ’ istituzione il cui scopo avrebbe dovuto essere quello di fornire la possibilità di una formazione culturale alla classe operaia, a lungo rimasta al margine della società guglielmina. Per iniziativa di Heller stesso e di G. Hermes, vennero organizzati, nel quadro delle attività della Volkshochschule, dei veri e propri foyers, che, sull ’ esempio di Lip sia, si diffusero in altre città tedesche, grazie ai quali veniva data l ’ opportunità ad un numero, variabile da sette a quindici, di gio vani operai di vivere in una comunità per circa un anno insieme ad uno o due intellettuali. Ciascuno dei membri della comunità si dedicava durante il giorno al proprio lavoro, e la sera parteci pava alle discussioni comuni. Questa esperienza che Heller visse e da cui fu intensamente coinvolto, lasciò in lui delle tracce profon de; di essa l ’ unica testimonianza scritta resta quello strano romanzo "realista ’ del ’ 29. Heller, scomparso nel 1933 a soli 42 anni a Madrid, dove ave va dovuto emigrare, accanto alla attività politica, aveva dedicato i suoi sforzi intellettuali dal 1923 fino praticamente al giorno della sua morte, alla redazione di una Staatslehre, apparsa postuma ed incompiuta nei Paesi Bassi nel 1934. Scopo del suo lavoro era la ricostruzione su base nuova della "dottrina dello Stato ’ , sottova lutata dalla tradizione marxista e ridotta ad un vuoto scheletro dal positivismo giuridico dominante — il cui esponente principale era in quegli anni H. Kelsen. Questa nuova base era, in termini molto generali, la teoria della società (Gesellschaftslehre) che si era sviluppata in Germania a partire da Lorenz von Stein fino a Max Weber. Se, infatti, la dottrina ‘ pura ’ del diritto di Kelsen e le concezioni liberali dello Stato ricorrono costantemente come gli obiettivi polemici della sua opera teorica, Stein e Weber rappre sentano, in certo modo, i punti di partenza ideali della sua rifles sione. Il primo, perché per lui, come per Heller, la sfida di fronte alla quale la società tedesca si trovava fin dal 1848, era l ’ integra zione del proletariato, cioè il suo accesso a forme piene e non su bordinate di cittadinanza politica e sociale; un compito che per entrambi richiedeva l ’ intervento da parte dello Stato, in vista di una necessaria ed irrinunciabile trasformazione delle strutture tra dizionali della società civile (che è forse più chiaro chiamare "so cietà di mercato ’ o, con gli illuministi scozzesi, commercial society). Il secondo, Weber, poiché da lui Heller aveva assunto la doman da: come è possibile l ’ ordine sociale, cioè come è pensabile la con vivenza umana organizzata in una società ‘ individualistica ’ , quale 126

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