Transizione 1985

ad esempio in uno scritto del 1926 sulle Ideologie politiche del presente — egli intende con il termine democrazia “ la dipendenza del potere di comando da coloro che obbediscono, dipendenza iscritta nella struttura sociale e divenuta cosciente, la quale fa ap parire come ragionevole e naturale quell ’ ordine sociale in cui il popolo sovrano è il committente degli organi di comando ” (I, 309). Qui la democrazia non è nient ’ altro che il principio di le gittimazione immanente dell ’ autorità, in opposizione a quello tra scendente o ‘ genealogico ’ . In questa prospettiva — ma anche solo in questa — ha ragione lo storico inglese John Dunn 18 , quando osserva che oggi ogni Stato — dall ’ Inghilterra all ’ Unione Sovie tica, dalla RFT al Sud-Africa — è democratico, nella misura in cui nessuno di essi può rinunciare ad un fondamento democratico, derivante dal popolo, della propria legittimazione (le componenti plebiscitarie del fascismo sono troppo note perché si possa dubi tare di ciò). In questo senso ancora è certo Th. Hobbes con la sua dottrina del contratto (il cui significato sociologico — cioè la dipendenza del comando dalla obbedienza — andrebbe accurata mente precisato in alternativa a letture come quella proposta nel saggio di N. Bobbio sul giusnaturalismo moderno), e non Bodin e Seckendorff, il punto di partenza della teorizzazione politica del moderno Stato democratico. È solo più tardi che J.J. Rousseau ha trasformato il contratto hobbesiano in un ‘ contratto sociale ’ . La dottrina del diritto natu rale moderno vede alla base dello Stato, inteso come unità politica su un territorio, due contratti: un contratto di società (pactum unionis} ed un contratto di assoggettamento {pactum sub]ectionis\ che fonda la struttura di comando dello Stato. Mentre Hobbes con cepisce il suo ‘ dio mortale ’ come il prodotto di un semplice pac- tum subjectionis , che istituisce l ’ autorità, cioè il sovrano, che ha la funzione di rappresentante ‘ assoluto ’ del popolo, Rousseau assu me una posizione specularmente opposta eliminando tout court il patto di sottomissione 19 . “ La comunità politica prende origine — per quest ’ ultimo — dal solo contratto di società, ciò significa [...] che egli pretende l ’ esistenza di uno Stato senza autorità. In una giusta associazione fra gli uomini non c ’ è bisogno né di co mando, né di autorità. Lo spiritualismo — così afferma Kaufmann — è per sua natura anarchico ” 20 . È possibile, a partire di qui, ricollegarsi ad Heller che nella Staatslehre molti anni prima scriveva: “ Il marxismo come l ’ anar chismo vedono raggiunta la condizione ‘ politica ’ ideale lì dove si 131

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