Transizione 1985
può dire: ‘ il popolo è il custode delle leggi, il popolo è il potere esecutivo... solo la nazione ha il diritto di dire: noi comandiamo e diamo gli ordini ’ (Proudhon). Qui, dunque, proprio come in Rousseau, viene negata la necessità della rappresentanza politica, ed assunta la possibilità, per una società senza classi, di una — così si esprime letteralmente il Manifesto di Marx ed En gels — “ ‘ associazione in cui il libero sviluppo di ciascuno è con dizione per il libero sviluppo di tutti ’ ” (III, 272-73). Se sosti tuiamo a ‘ ciascun individuo ’ l ’ espressione ‘ ciascun gruppo ’ , ci ren deremo conto di come la teoria politica marxista non rappresenti molto di più di una forma radicale di stampo illuministico (grazie alla sottolineatura di categorie quali individuo ed umanità) del pluralismo liberale, con tutta la sua mitologia degli automatismi e della minimizzazione del potere politico. Heller, per parte sua, si è sempre opposto con forza a questa “ negazione della autono mia (e della necessità) del politico ” (ivi), qui nel senso delle fun zioni di decisione e di comando degli organi rappresentativi. Ma torniamo alla sua concezione della democrazia. Se egli, da un lato, intende con questo concetto un principio generale di le gittimazione che colloca nel popolo il luogo di origine dell ’ autorità politica, il che significa la constatazione sociologica della dipenden za dell ’ esercizio del potere dalla pratica dell ’ obbedienza, dall ’ altro, la democrazia è per lui qualcosa di più e di diverso di un semplice principio, essa è una forma concreta di Stato e di esercizio del l ’ autorità politica. Heller ha sottolineato spesso che l ’ omogeneità sociale è pre condizione necessaria dell ’ esistenza della democrazia politica come forma di governo. Ciò che egli intende con questa espressione non è immediatamente comprensibile, essa svolge tuttavia un ruolo centrale nella sua teoria politica; basterà pensare al fatto che Heller fa risalire la crisi della democrazia weimariana alla man canza di omogeneità sociale nella Germania degli Anni Venti 2 '. È interessante sapere che il suo articolo “ Democrazia politica ed omogeneità sociale ” coincide con il testo di una relazione tenuta dall ’ autore nel maggio 1927 presso la Hochschule fuer Politik, di Berlino, nel quadro di una serie di conferenze che la scuola aveva organizzato sul tema “ Problemi della democrazia ” , serie aperta dalla lezione di Cari Schmitt sul “ Concetto del politico ” . Heller tenne la seconda lezione una settimana più tardi, ed essa contiene alcune critiche radicali rivolte a Schmitt, critiche spesso teorica mente ingiustificate e che sono state in seguito riprese innumere 132
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