Transizione 1985

voli volte, tralasciando per lo più di citare la fonte 22 . Vale la pena di ricordare che Heller e Schmitt tennero regolarmente negli ul timi anni della Repubblica di Weimar conferenze alla Hochschule fuer Politik, una istituzione di insegnamento di tendenze liberal- progressiste. Assenza di omogeneità sociale — per iniziare con una defini zione negativa — significa per Heller lotta delle classi. Questa però non è per lui una qualsiasi forma di conflitto economico, né si lascia ricondurre all ’ alienazione economica o allo sfruttamento del proletariato. “ Di per sé la lotta di classe che si sviluppa su base economica non ha affatto come conseguenza la rottura del sistema democratico ” (II, 430). Essa spezza l ’ omogeneità sociale solo lì “ dove tutte le parti politicamente rilevanti del popolo non si riconoscono più in alcun modo nell ’ unità politica, dove esse non possono più in alcun modo identificarsi con i rappresentanti [...] dello Stato. A questo punto — aggiunge Heller — l ’ unità è spez zata, e le sole possibilità sono la guerra civile, la dittaura e la dominazione straniera ” . Il conflitto fra le classi o, in termini più generali, “ la struttura necessariamente antagonistica della socie tà ” (II, 428) si trasforma in eterogeneità solo nella misura in cui essa si cristallizza in raggruppamenti politici opposti caratterizzati da concezioni del mondo alternative ed incapaci di integrazione 23 . Solo in una società relativamente omogenea è possibile per Heller una rappresentanza democratica concepita come strumento di produzione dell ’ unità politica, e non come mezzo per l ’ imposi zione di essa 24 . Per definire la rappresentanza democratica, Heller distingue fra nomina sovrana ed elezione dal basso dei rappresen tanti. Quest ’ ultima soltanto è compatibile con la forma di governo democratica. Le difficoltà di realizzazione del governo del popolo — che qui non coincide più, semplicemente, con la ‘ sovranità popolare ’ intesa come principio di legittimazione — diventano subito evidenti non appena ci si renda conto del fatto che “ la comunità dei citta dini nelle sue opinioni è necessariamente ambigua ed instabile, e che in quanto tale come public opinion non configura un ’ unità di decisione capace di fissare regole d ’ ordine univoche ” . In altri ter mini, “ anche nella democrazia — come forma di Stato — al pari che in ogni struttura gerarchica, deve esserci una funzione specifica di comando, cioè una unità efficace di decisione ” (II, 62). La concezione liberale dello Stato ha sempre invocato il ‘ go verno della legge ’ come unica forma accettabile di autorità. In

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