Transizione 1985

DIBATTITI - SINISTRA, FORZE DI PROGRESSO E POLI TICHE DI RIFORMA Transizione apre con questa intervista a Domenico Rosati, Presi dente Nazionale delle ACLI, un confronto che si svilupperà nei prossimi numeri, sul ruolo che la sinistra e le forze di progresso possono assolvere per la ripresa di una politica di riforme nel nostro paese.

L ’ ORIZZONTE PIU VASTO DELLA SINISTRA

Intervista a 'Domenico Rosati

Elezioni amministrative del 12 maggio, referendum del 9 giugno, elezione del Presidente della Repubblica: che cosa cambia nei rap porti politici, sociali e istituzionali del Paese? È sbagliato, e forse anche un po ’ comodo, far partire l ’ analisi dagli ultimi fatti di cronaca politica. Certo la sconfitta del PCI è innegabile sia per le amministrative di maggio che per il refe rendum di giugno; così come è soltanto parziale il recupero otte nuto rientrando in giuoco per l ’ elezione di Cossiga: un giuoco, in ogni caso, altrui. Se ci si basasse solo su questi spunti, tuttavia, sarebbe abbastanza agevole per gli interessati riconoscere errori e definire aggiustamenti. Ma si resterebbe pur sempre nell ’ orbita delle operazioni di corto respiro e non si coglierebbero la direzione e la portata di quella ondata di fondo di cui gli episodi citati non sono, a ben guardare, che delle ricadute periferiche. Certo qualcosa cambia nei rapporti istituzionali se quello di Bologna rischia di essere l ’ ultimo esemplare (o uno dei pochi) di una specie in estinzione, quella dei sindaci comunisti. Certo il refe rendum sulla scala mobile rivela che proprio là dove poggia lo zoc colo duro della classe operaia (o di quel che ne resta) la proposta del PCI è sommersa dall ’ appello contrario; e che il PCI riscuote invece là dove l ’ industria o non si è insediata o è stata rapidamente travolta dalla crisi, come nel mezzogiorno e nelle isole. Dati innegabili e nuovi. Ma che riguardano, in definitiva, il

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