Transizione 1985
solo PCI, il quale vorrebbe essere a questo punto semplicemente invitato a ridiscutersi, come del resto non mancherà di fare al prossimo congresso. Se però non si è convinti del fatto che il PCI sia la sinistra e che la sinistra sia il PCI, conviene necessa riamente centrare l ’ attenzione su un orizzonte più vasto e su un tempo più lungo. Solo così, forse, si può comprendere il senso di un processo che viene davvero da lontano e che rende più ardua la ricerca di una soluzione attendibile. Secondo la mia opinione, una stretta economica, sociale e politica di netta impronta regres siva era già in atto ai primi anni ’ 70 come contraccolpo dell ’ autun no caldo, delle sue conquiste, delle sue intemperanze; ed anche delle paure che aveva suscitato. Due uomini diversissimi e collocati su sponde opposte — Moro e Berlinguer — cercarono di argi nare lo smottamento con una operazione di ampliamento del con senso e di dilatazione delle responsabilità. Solidarietà nazionale contro l ’ emergenza e compromesso storico non erano la stessa cosa: ma ebbero un punto di tangenza significativo nell ’ impegno di difesa e sviluppo della democrazia ritenuta insidiata da destra. Una verifica dell ’ andamento della fase della solidarietà nazio nale, dei problemi che suscitò, delle forze palesi e occulte che mise in campo, non è ancora stata compiuta, né qualche segno si ma nifesta che annunci l ’ imminenza di una siffatta operazione politi co-culturale. Tutto, al contrario, cospira a circondare di un ’ aura di riserbo quella fase della vita nazionale, ricordando i suoi pro tagonisti più per le tragedie che li coinvolsero che non per il disegno politico che perseguirono. È stato il destino di Moro, pare ora quello di Berlinguer. E non sorprende, tenuto conto del fatto che entrambi operavano controcorrente nei rispettivi ambiti, abituati a fronteggiarsi e persino a odiarsi e che viceversa tenta vano di mettere in comunicazione, di far collaborare. Se e quando la verifica sulla solidarietà nazionale si farà non sarà difficile registrare come proprio in quel periodo siano avve nute — in campo culturale, politico e sociale — dislocazioni nuove di forze che prima venivano genericamente considerate di sini stra, sia in campo socialista che in campo cattolico. Il timore di una egemonia comunista sul governo non spaventa soltanto gli in teressi costituiti della destra: c ’ è chi paventa il tracollo di solidi riferimenti popolari e si adopera per risalire la china in qualche modo. È lungo questo itinerario che, probabilmente, si consumano contratti inediti, si offrono e ricevono garanzie, si ipotizzano nuovi scenari che abbiano sempre come premessa e condizione l ’ esclu 144
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