Transizione 1985

tributo di idee e di proposte che può scaturire da un dibattito non riservato agli addetti ai lavori. A me sembra che oggi tutte le forze politiche che abbiano ra dici siano in difficoltà di collocazione. La tentazione di mettere in soffitta gli antenati e, con essi, le idee e i valori è più che mai insistente. Esempi clamorosi di pragmatismo dominante non man cano. E può darsi persino che metta fuori strada l ’ iniziale pole mica tra chi dice di voler migliorare le cose e chi dice di volerle cambiare. Il fatto è che l ’ operazione è difficile per tutti: sia per i « miglioristi » che per gli altri. E non solo perché intanto le cose si sono evolute alquanto, ma anche perché — e soprattutto — sono saltati i codici semplificati di lettura che erano costituiti dalle ideologie ed in particolare dal marxismo. Nessuno che si proclami liberaldemocratico o socialista o cat tolico ha oggi la pretesa di presentare un progetto compiuto di ri forma e di trasformazioni. Ma se non ci sono più ricette, questo non significa che si debba rinunciare a curare le malattie o, peg gio, buttar via tutte le medicine. Da tempo penso al rischio di un mondo emancipato dalle ideo logie e quindi davvero più libero, ma incapace di credere a qual cosa che abbia valore, che sia parametro di giudizio, discriminante del bene e del male nella relatività delle scelte politiche. E pro prio questa riflessione mi ha portato — dentro l ’ elaborazione col lettiva delle ACLI — ad immaginare induttivamente i possibili criteri di discernimento in base ai quali ricostruire i connotati moderni della società umana; a riscoprire cioè le idee forza at torno alle quali tentare di mobilitare la gente che non si rassegna ad accettare la situazione così come si presenta. Queste idee forza a me paiono essere quella della pace, quella del lavoro, quella del la democrazia. Attorno ad esse si può costruire una proposta at tualizzata di valori, di programmi, di significati per rianimare la politica in modo alternativo. Alternativo a chi? Guardandoci in torno, dentro e fuori le mura di casa, ci accorgeremo quanto dirom pente possa risultare, al di là degli schemi, una proposta di que sto genere. Per dare concretezza all ’ obiettivo dell ’ alternativa e per divenire a pieno titolo una forza moderna e di governo, la sinistra deve essere più il partito delle alleanze o del « progetto »? Questa domanda mi pare più appropriata per il dibattito in 146

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