Transizione 1985

4. Le «due nazioni» della signora Thatcher L ’ impatto delle politiche governative sulle diverse divisioni so ciali — quale quella tra settori produttivi e parassitari, ricchi e poveri, Nord e Sud, occupati e disoccupati — è complicato e dise guale. Spesso è non-intenzionale, o almeno non viene articolato come tale. I contributi di esponenti conservatori al dibattito sul bilancio per il 1984 hanno toccato raramente il tema della disoccu pazione. La natura delle divisioni sopraddescritte è mutata, con lo spostarsi del thatcherismo dal campo di battaglia dell ’ opposizione al vecchio consenso a quello della costruzione di un nuovo ordine. Sempre di più il populismo dei conservatori va verso la unificazione di una nazione privilegiata di «cittadini dabbene» e «grandi lavora tori» contro una nazione subordinata e schiacciata che supera i confini dei centri cittadini e le loro minoranze etniche, e comprende molti degli operai non qualificati fuori del Sud-est. 4.1. Il KWS contro le due nazioni Nel descrivere il thatcherismo come un progetto che porta alla costituzione di due nazioni, si pensa alle seguenti caratteristiche. Innanzitutto, il thatcherismo ha abbandonato la politica conserva trice imperniata su «una nazione» che era parte del progetto di KWS. Quest ’ ultimo, sia nella sua versione socialdemocratica sia in quella Tory, aveva quale priorità quella di integrare i poveri, gli indigenti, gli emarginati nella comunità, grazie alla crescita economi ca, la piena occupazione ed un sistema generalizzato di sussidi. In realtà, la realizzazione del KWS presentò più casi di violazione che non di adempimento di tale progetto come si constatò negli anni ’ 60 e ’ 70, quando molti dei protagonisti di quelle imprese pubblica rono le loro memorie. Ma il thatcherismo ha rifiutato chiaramente ogni impegno in quel senso, e si preoccupa di gestire le ripercussio ni derivanti dall ’ esistenza delle classi sottoprivilegiate, considerate non più come un problema per la coscienza sociale, bensì come un fenomeno scontato. Di fatto il thatcherismo non ha problemi nel- l ’ allargare le basi di questo gruppo sociale (come i disoccupati e/o i «nuovi poveri» salariati) per stimolare l ’ effetto depurante della crisi economica e per creare la forza lavoro di cui necessita una società post-industriale. Fa parte di questo progetto anche il taglio ai servizi sociali (considerati eccessivamente sviluppati) e la costru 52

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